Uno metteva a disposizione la casa, che serviva da base logistica, e guidava l’auto per le consegne; un altro teneva i contatti con i clienti e il terzo si occupava di custodire soldi, droga e refurtiva. Da domenica il terzetto, formato da cittadini tunisini, si trova nel carcere di Capanne con l’accusa di aver messo in piedi una piccola organizzazione che si occupava di spacciare hashish, cocaina ed eroina consegnandola a domicilio. A scoprire i tre è stata la polizia della questura di Perugia e tutto nasce da un casuale controllo delle volanti nella zona di Prepo. Qui i poliziotti notano una Polo con dentro due magrebini che, vista l’auto della polizia, cominciano a guardare nervosamente nello specchietto retrovisore per controllarne i movimenti. La macchina guidata dai due si infila in una via nel tentativo di sfuggire al controllo, ma a quel punto i poliziotti intimano l’alt.
Gli arresti Il passeggero della Polo non ci pensa su due volte e scappa a piedi lanciando per aria banconote e pacchetti di sigarette, inseguito da un poliziotto che non senza fatica lo raggiunge e lo ammanetta. Da terra viene recuperato un pacchetto di sigarette con dentro tre stecche di hashish, un altro con involucri di cocaina ed eroina, tre telefonini e 135 euro. Nel frattempo l’autista era stato immobilizzato dall’altro agente e così, una volta bloccati i tunisini, la polizia decide di perquisirne anche la casa. Per provare un’altra volta a farla franca la coppia ha dato due indirizzi falsi ma non serve a niente dato che poco dopo la polizia trova la loro abitazione.
Chi sono Qui c’era il terzo uomo, che di certo non aspettava la visita degli agenti i quali, sotto una poltrona, trovano ben mezzo chilo di hashish, un bilancino elettronico sporco di polvere bianca, 15 grammi di eroina e altrettanti di cocaina oltre a 5.300 euro in contanti. In più nella casa i poliziotti scoprono altri tre telefoni, due macchine fotografiche e alcuni documenti di identità rubati in una casa di Umbertide. Il tunisino che offriva base logistica e guidava l’auto era in regola col permesso di soggiorno e aveva una fedina penale immacolata, mentre quello che teneva i contatti coi clienti era a Perugia dal 2000 e fino ad oggi alle forze dell’ordine che l’hanno sorpreso a commettere reati simili tra Perugia, Rieti, Bologna e Orvieto, ha dato sette diverse identità. L’ultimo del terzetto invece era clandestino dal 1987 e sulle spalle ha alcuni precedenti per droga segnalati tra Perugia, L’Aquila e Roma.
