Il tribunale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

Una richiesta di scattare una foto, parole grosse e il primo pugno. Sarebbe iniziata così la rissa tra due gruppi di origine macedone e albanese scoppiata il 28 dicembre in un bar di Sant’Andrea delle Fratte, nella periferia di Perugia. Per quei fatti 12 persone sono ora imputate davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di rissa aggravata.

L’accusa La ricostruzione è contenuta nel capo d’imputazione firmato dal pubblico ministero Andrea Claudiani. Secondo l’accusa alla rissa avrebbero preso parte anche altre persone rimaste non identificate e alcuni dei partecipanti avrebbero riportato lesioni. La contestazione comprende l’aggravante dei futili motivi.

Il compleanno Quel pomeriggio nel locale si stava festeggiando un compleanno. In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini alcuni macedoni avrebbero chiesto agli albanesi di scattare una fotografia. Ne sarebbe nata una discussione, seguita da un pugno al volto che avrebbe dato il via alla rissa. 

La rissa Nel capo d’imputazione si parla di una «prolungata colluttazione tra due gruppi di soggetti», con pugni, spinte e calci. Sarebbero stati utilizzati anche sedie e tavolini sistemati all’esterno del bar White Caffè di via Dottori, oltre a un bastone di legno lungo 65 centimetri. Uno degli imputati – secondo l’accusa – ha scagliato contro un avversario anche una figura di grifone in metallo che si trovava vicino all’ingresso del locale.

L’investimento Nel parapiglia – sempre in base alla ricostruzione dell’accusa – uno dei partecipanti sarebbe stato colpito con una spranga di legno, mentre un altro avrebbe utilizzato una sedia contro gli avversari. Due persone si sarebbero poi allontanate a bordo di un’auto: uno di loro, alla guida di una vettura indicata negli atti come una Mercedes Classe C bianca, avrebbe investito un macedone, provocandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, tra cui un distacco parcellare del condilo laterale del femore sinistro.

Gli arresti Nell’immediatezza dei fatti sono state arrestate in flagranza 11 persone tra i 19 e i 31 anni e un 17enne è stato denunciato. Successivamente le indagini hanno portato agli arresti domiciliari altre tre persone ritenute coinvolte nella rissa, facendo salire a 14 il numero complessivo degli arresti eseguiti nelle diverse fasi dell’inchiesta.

I divieti Per 11 delle persone arrestate per la rissa il questore di Perugia ha disposto il cosiddetto «Daspo Willy»: per due anni non possono accedere a bar, locali e altri pubblici esercizi della provincia di Perugia. La misura è stata adottata dopo la valutazione degli atti relativi alla rissa e della gravità dei fatti. Oggi, in tribunali, alcuni imputati, difesi tra gli altri dagli avvocati Daniela Paccoi, Guido Maria Rondoni, Francesco Areni e Alessandro Bartoli, hanno chiesto la messa alla prova.