La finestra dell'«ufficio del boss»

di En.Ber.

Il boss della Verbanella disponeva di un «ufficio» nel parco. «In un piccolo appartamento adibito a bunker – spiegano i carabinieri -, un covo vero e proprio protetto da un robusto cancello». Secondo gli investigatori che hanno arrestato un 25enne nigeriano era proprio quello il quartier generale dello spaccio. L’accusa per lo straniero riguarda il traffico di droga. Quaranta grammi di eroina, un bilancino di precisione e un paio di cellulari sono stati sequestrati insieme ad alcune bustine di Oki (per il taglio della sostanza stupefacente) e 95 euro. Con quella droga – è emerso in laboratorio – sarebbe stato possibile confezionare fino a 350 dosi.

Le vedette dello spaccio Ora gli accertamenti dell’Arma si concentrano su cinque stranieri rintracciati nel bunker. Stando alla ricostruzione dei fatti fornita in caserma la presenza del boss nigeriano era stata segnalata da alcuni cittadini che alla Verbanella, l’area verde tra Fontivegge e via XX Settembre, avevano notato alcuni strani movimenti di piccoli spacciatori che andavano a rifornirsi dal 25enne. Si incontravano, prendevano accordi sulla quantità e sul prezzo, poi il nigeriano rientrava nell’«ufficio» a prendere la droga da consegnare. Dall’inferriata del cancello – è stato riferito – una piccola fessura con un pannello mobile di legno consentiva di scorgere eventuali minacce, come ad esempio la presenza delle forze dell’ordine. Durante il blitz dei militari dell’aliquota operativa lo straniero è stato fermato (l’arresto è già stato convalidato dal giudice) e sono stati portati via sette involucri di eroina pronti per essere spacciati. Secondo i carabinieri lo straniero utilizzava alcuni connazionali come «vedette di pattuglia» che utilizzavano il cellulare per segnalare l’eventuale arrivo di carabinieri e polizia.

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