(foto Fabrizi-U24)

Un trentasettenne, originario del brindisino ma residente a Perugia, è stato arrestato per porto abusivo di arma clandestina e minacce gravi aggravate.

L’allarme Tutto è scaturito da una chiamata al 113 verso le 19  da parte di un avventore di un bar di Ponte Rio, il quale segnalava un individuo all’interno dell’esercizio commerciale, il quale, dopo aver giocato alle macchinette del videopoker, stava litigando con altro cliente. Immediatamente indirizzate le volanti sul posto, dopo poco ha telefonato  un secondo avventore lì presente molto preoccupato perché l’uomo era ubriaco e minacciava i presenti con una pistola.

Trovato e fermato Giunti sul luogo indicato, i poliziotti dopo pochi minuti, hanno trovato l’uomo che corrispondeva alle descrizioni fornite, che nel frattempo era uscito dal bar e si stava dirigendo verso la sua vettura posteggiata lì vicino. Gli agenti lo hanno subito bloccato e disarmato, nonché disarmato, rinvenendo e sequestrando , nascosta all’interno dei pantaloni, una pistola semiautomatica di marca spagnola calibro 9 e priva del caricatore, nonché 8 cartucce riposte nel taschino del giubbotto.

Giocava al bar Successivamente  condotto in Questura per gli accertamenti del caso, il soggetto in questione veniva identificato per T. G., brindisino del 1976 residente da qualche anno a Perugia, senza precedenti penali. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, confortata anche dalla denuncia del barista e dalle testimonianze dei presenti, l’uomo avrebbe passato diverse ore del pomeriggio a giocare alle macchinette del bar, accumulando anche una vincita di diverse centinaia di euro in monete.

La lite Sospettando forse che il T.G. potesse adoperare dei mezzi fraudolenti per alterare il funzionamento del videopoker, il gestore del bar gli si sarebbe avvicinato per una verifica, suscitando però la reazione scomposta dell’uomo, che, in stato di ebbrezza lo avrebbe minacciato estraendo dalla cintura una pistola e scatenando il panico dei presenti.

L’arma clandestina Terminati gli accertamenti identificativi in Questura, ed appurata la clandestinità dell’arma adoperata, che risultava sconosciuta agli archivi di polizia, presso l’abitazione del T. G.  in zona Elce, veniva effettuata in seguito una accurata perquisizione domiciliare alla ricerca del caricatore mancante, che veniva trovato, rifornito di altre 5 cartucce, sotto un mucchio di coperte nei pressi del letto.

Arrestato L’uomo veniva quindi tratto in arresto per i reati di porto di arma clandestina, minacce gravi ed aggravate, nonché indagato per ricettazione. Sono tuttora in corso gli accertamenti tesi alla verifica della provenienza dell’arma in questione.

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