(foto archivio F. Troccoli)

«La piccola venne concepita a seguito di un rapporto sessuale non voluto». A rivelarlo, in aula, è stata una testimone amica della parte offesa nell’ennesimo processo per violenza sessuale. La donna è una delle migliori amiche della vittima e, dopo un iniziale «non ricordo», la donna inizia a ricordare e, guidata dal pm Giuseppe Petrazzini, rivela cosa accadde davvero alla sua amica.

La testimonianza «Tutto ebbe inizio quando lei confidò al marito di voler riprendere gli studi all’università – ha raccontato la testimone -. A quella notizia l’uomo perse la testa, trascinò la mia amica in camera. Prima la picchiò e poi la violentò». La donna a quel punto aveva atteso la nascita della bambina e poi aveva deciso di allontanarla dal padre e lei era tornata a studiare.
Ma il marito a quel punto, tenta di accusara di abbandono della prole. L’uomo intanto è stato rinviato a giudizio e adesso è a processo per violenza sessuale e maltrattamento in famiglia. Il processo, che martedì mattina si è tenuto davanti al collegio presieduto dal giudice Mautone, è stato poi rinviato al 27 ottobre.

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