Tribunale di Perugia (foto F. Troccoli)

di F.M.

La picchiava con la cintura quando beveva. Le faceva vivere un inferno fatto di maltrattamenti fisici e minacce. Lei non lo aveva mai denunciato perché amava quell’uomo e credeva che il suo comportamento sarebbe cambiato. Purtroppo però, invece di migliorare quel comportamento era peggiorato. Peggiorato talmente tanto che quell’uomo portò la propria moglie a prostituirsi in strada per pagarsi da bere al bar.

La denuncia Dopo quella sera da in cui lei fu costretta dal marito a vendere il suo corpo mentre lui l’aspettava e la controllava pochi metri più in là, la donna decise però di non poter più sopportare e andò a denunciarlo dai carabinieri. I militari le dissero che se lui l’avesse obbligata a farlo nuovamente, li avrebbe dovuti chiamare. E così fu la sera dopo. Tanto che l’uomo venne arrestato in flagranza di reato.

Il cambiamento Da quel momento le cose sono profondamente cambiate: l’uomo ha smesso di bere e dopo un periodo in carcere, è uscito. Ha rigato talmente dritto che è riuscito a riconquistare la fiducia della moglie, che ha deciso di dargli una seconda possibilità: tanto è vero che adesso vivono di nuovo insieme.

Condannato Ma la giustizia stava comunque facendo il suo corso e martedì pomeriggio il collegio del tribunale penale di Perugia costituito dai giudici Mautone, Noviello e Volpe, lo ha condannato a due anni di reclusione e una multa di 400 euro. Il suo legale Barbara Romoli aveva chiesto la sua assoluzione al contrario del pm Paolo Abbritti che invece aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione.

In aula Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, era stata la stessa donna a testimoniare in aula: dopo un primo tentativo di sminuire il comportamento del marito, ha confermato quanto denunciato. Sottolineando però che quell’uomo adesso è tornato quello che ha sposato e che amava. Contro cui non si era neanche costituita parte civile.