di Francesca Marruco
Con una richiesta firmata dal procuratore regionale della Corte dei Conti Agostino Chiappiniello, la guardia di finanza di Perugia è andata all’Università per gli stranieri di Perugia lunedì mattina per acquisire i documenti relativi alla gestione alla mai nata ‘Scuola internazionale di cucina italiana’ che avrebbe dovuto vedere la luce nei locali dell’ex Contrappunto e che, secondo un esposto dei revisori dei conti, avrebbe prodotto un danno erariale di 525 mila euro.
I revisori Per i revisori dei conti infatti, il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, avrebbe autorizzato una spesa molto consistente per l’affitto di un locale, che alla fine della storia ha causato un danno di 385 mila euro, a cui per i revisori vanno aggiunte altre 140 mila euro per i mancati introiti della Scuola mai partita.
Il rettore L’attuale rettore dell’Università per Stranieri Giovanni Paciullo, raggiunto telefonicamnte dice: «La cosa è molto trasparente e la gestione del ministro Giannini è la mia gestione: qui ci sono degli atti che lo dimostrano. L’università ritenne di usare uno spazio, attiguo a palazzo Gallenga per offrirlo agli studenti, lo prese in locazione dai proprietari che avevano dismesso l’attività ricreativa, e fece una gara di evidenza pubblica per affidarlo ad un operatore che potesse gestirlo legandolo ad un processo di formazione, non solo ad una struttura di ristorazione. A quel punto si fece avanti un operatore, che accettò le condizioni – anche piuttosto impegnative poste dall’università-. All’iniziativa si associarono anche il Comune, la Provincia e la Regione che sostennero questa cosa, incoraggiarono l’università a dare corso all’ iniziativa».
Il danno c’è «Solo che poi – spiega ancora il rettore Paciullo- il soggetto che si era aggiudicato la gara non ha pagato la locazione. Non ha rimborsato il canone come era stato stabilito. Quindi l’università ha perso le risorse perché questa persona non ha pagato. All’esito dei canoni non pagati lo ha messo in mora e poi ha dato seguito alla cosa. Quando i revisori dei conti hanno visto questi conti, hanno giustamente fatto presente la cosa. Il danno erariale non v’è dubbio che sia prodotto, ma bisogna vedere a chi è imputabile».
Dimissioni Sulla questione in giornata il consigliere di Ncd Umbria Massimo Monni ha chiesto le dimissioni del ministro. «A prescindere dal danno di immagine che si sta procurando all’Ateneo di Perugia (la più antica università italiana orientata agli stranieri, conosciuta e rispettata in tutto il mondo) – scrive in una nota – la cosa grave è che i 500 mila euro utilizzati per l’iniziativa che sembrerebbe definita ‘inutile’, sono una bella somma che, alla luce di quanto emerso, potevano essere utilizzati e gestiti per scopi di sviluppo dell’Università stessa». Così il consigliere regionale di opposizione Massimo Monni (Ncd) commenta l’indagine avviata dalla Corte dei Conti per verificare se ci sia stato o meno un danno erariale di 500 mila euro commesso proprio dal capo del dicastero e attuale ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, quando, in tempi non troppo remoti, ricopriva l’incarico di rettore dell’Università per stranieri.
Uguale per tutti Per il consigliere regionale di opposizione «di fatto l’indagine in corso che sta appurando l’eventuale danno erariale, è un fatto gravissimo. La conseguenza più opportuna è che il ministro si dimetta dall’incarico almeno fino a quando la vicenda non sarà conclusa. Il tam tam mediatico che nei giorni scorsi ha investito un sottosegretario del Nuovo Centrodestra senza nessuna inchiesta in corso, ma tutto basato su chiacchiere, lo ha portato alle dimissioni. Il metro di giudizio – conclude Monni – deve essere uguale per tutti»
