di Francesca Marruco
«Abbiamo svolto uno straordinario lavoro in questi due anni e abbiamo cambiato, al meno in parte, il volto del centro storico. Certo ancora c’è molto lavoro da fare ma abbiamo raggiunto dei risultati incoraggianti». A dirlo è il questore Niccolò Marcello D’Angelo, che nei prossimi giorni lascerà l’incarico apicale a Perugia per diventare consigliere ministeriale alla direzione centrale Immigrazione e frontiere della polizia di Stato a Roma. Al suo posto, la prossima settimana arriverà da Messina Carmine Gugliotta. Intanto però, prima di lasciare la città, il questore ha voluto tracciare un bilancio del suo operato.
Dati confortanti D’Angelo, in una conferenza stampa, affiancato dal capo di gabinetto Francesco Barba e dal vicario Raffaele Palumbo, ha parlato dunque di «dati abbastanza confortanti», «solo i furti sono cresciuti – ha aggiunto –ma in relazione al trend nazionale è una fenomeno che sta nelle cose, vista la forte crisi economica». Quello che però il questore ha voluto sottolineare con forza è stato «il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissi. Non per merito del sottoscritto, ma grazie all’encomiabile lavoro dei miei poliziotti e dirigenti, di ogni ordine e grado. Tutto questo mi riempie di orgoglio, certo si può sempre migliorare», ma intanto, «me ne vado da questore soddisfatto».
Allentata la pressione Non si è astenuto dal parlare dei temi caldi di Perugia, e così, senza giri di parole, ha detto che quando è arrivato due anni fa era stato il primo a dire che Perugia aveva un problema, quello dello spaccio. In questi due anni in cui lui ha diretto e coordinato tutto, «dalle carte che abbiamo, sappiamo che il fenomeno è diminuito. Gli accoltellamenti non si cantavano, oggi sono diminuiti anche quelli, almeno un po’. Sono calate anche le overdose, segno che qualcosa nel tessuto si è mosso e si deve continuare a muovere. Abbiamo dato dei grossi colpi, abbiamo allentato la pressione, e in centro storico è aumentata la sicurezza e lapercezione che ne hanno i cittadini. Certo, c’è ancora un divario tra sicurezza reale e sicurezza percepita».
Sicurezza partecipata E quella sicurezza partecipata, di cui parlava D’Angelo al suo arrivo, si è andata sempre più radicando in città. «A distanza di due anni vedo che i progetti sono stati applicati, abbiamo svolto un forte ruolo in tutta la città, con grande sinergia anche con le altre forze dell’ordine». Evidenziato dal questore anche i fiori all’occhiello di questi ultimi due anni: l’apertura del posto fisso di polizia in centro storico, l’istituzione del reparto prevenzione crimine, l’aumento di organico (che ha permesso un turn over) e i voli per rimpatriare i clandestini, effettuati solo dalla questura di Perugia in tutta Italia.
La strategia delle espulsioni Solo nel 2013 sono stati espulsi 319 cittadini non in regola. Molti dei quali, purtroppo molto spesso, finiti nelle maglie dello spaccio di strada. Ed è stata proprio questa strategia a vincere per il questore che se ne va. Perché, se arresti qualcuno con poca droga, il più delle volte esce subito di galera, ma se inizi a rimpatriarlo, potrebbe pensarci due volte alla prossima occasione che gli si presenta. E in questi due anni, soprattutto dalla zona di piazza Grimana, sono stati portati via spacciatori che erano lì da parecchi anni.
Piazza Grimana non è degradata Parlando poi di quella particolare zona della città, a ridosso dell’università per stranieri, il questore, su domanda di un giornalista, ha detto che «le cose vanne viste in maniera molto più obiettiva: quando sento parlare di degrado, il degrado è degrado, io ho girato le strade di Perugia, e una piazza cosi degradata come è stata rappresentata non l’ho vista», e per D’Angelo, in piazza Grimana, al di là degli spacciatori portati via dalla polizia, «non è cambiato nulla, se non il fatto che adesso si parla dei problemi ». «Non si può pensare di fare servizi continui in tutte le piazze – ha chiosato D’Angelo – l’unico modo di fare sicurezza è la vigilanza dinamica controllata» a cui poi, certo va aggiunto «un investimento. Si devono occupare gli spazi per allontanare gli spacciatori». Ma D’Angelo avverte: « La droga è una piaga sociale, ma nessuno può pensare di far cessare lo spaccio di droga. Lo si può solo contenere».
Il saluto con il sindaco Oltre al questore, a lasciare il suo incarico è anche il procuratore della Repubblica Giacomo Fumu. Entrambi venerdì mattina sono stati ricevuti dal sindaco Wladimiro Boccali che ha voluto sottolineare la gratitudine dei perugini. Nei due incontri, in cui Boccali ha consegnato loro il baiocco d’argento, il primo cittadino ha voluto evidenziare quanto è stato fatto in materia di legalità e sicurezza e quale ruolo abbia giocato la collaborazione istituzionale, nel rigoroso rispetto dei ruoli.
