di Daniele Bovi
«Questa città non era la capitale della droga; questa città era la capitale dell’eroina». Un capitolo che secondo il questore di Perugia Carmelo Gugliotta la città può mettersi alle spalle. Come rivelato dal questore durante una conferenza stampa che ha tenuto sabato mattina a Perugia insieme al prefetto Antonella De Miro, al vice capo della polizia Fulvio Della Rocca e al sottosegretario Gianpiero Bocci, «i farmacisti ci spiegano che la vendita delle siringhe è calata del 70%». Dati confortanti in un contesto dove i «dati oggettivi – ha detto Bocci – ci parlano di una città, e di una provincia, che è cambiata». I numeri presentati sabato sono quelli dell’«Operazione Grifo» relativa al contrasto della criminalità nella zona del centro storico e di Fontivegge. Dati che offrono uno spaccato dell’attività svolta da luglio a gennaio sul fronte della droga, dei furti e dell’immigrazione clandestina.
I numeri Per quanto riguarda lo spaccio il questore ha parlato di uno spostamento a valle degli spacciatori, ovvero dal centro storico a Fontivegge. Un’analisi suffragata dai numeri: in tutto sono stati 52 gli arresti per droga (oltre 40 da gennaio ad oggi), 29 dei quali nell’area della stazione, 12 in centro e 11 in quella che viene chiamata «prima periferia», ovvero San Sisto, Ponte San Giovanni e Ponte Pattoli. La mappa parla di un centro in mano sostanzialmente ai tunisini (36 arresti), mentre a Fontivegge si aggiungono i nigeriani e in periferia, oltre ai tunisini, si trovano gli albanesi. Oltre a quella sequestrata in altre operazioni, grazie a questi arresti la polizia ha messo le mani su 11 chili e mezzo di droga (ben 8 sono cocaina, 1,1 eroina, 2 marijuana e 400 grammi hashish) e 24 mila euro in contanti. Trenta invece le denunce a piede libero per spaccio, 63 persone segnalate come assuntori mentre per 25 è scattato il divieto di ritorno a Perugia.
TUTTI I NUMERI DELL’«OPERAZIONE GRIFO»
Furti e controlli Poi ci sono i furti, in tutto 39 arresti. In cima alla classifica ci sono gli albanesi (15) e poi i tunisini (9). Questi ultimi invece sono i maggiori destinatari dei provvedimenti di espulsione: su 123 totali infatti 76 riguardano cittadini tunisini mentre 19 sono albanesi e sei nigeriani. Cinquantacinque in tutto gli accompagnamenti ai Cie e 25 le persone portate alla frontiera (con l’allontanamento di un cittadino comunitario e 42 ordini del questore). «Gli stranieri che delinquono – taglia corto Gugliotta – vanno tolti dal territorio dove fanno affari». Grazi ai controlli del territorio inoltre sono state identificate 2.162 persone e controllati 1.074 veicoli, 48 attività commerciali e 15 appartamenti, con 91 arresti e 81 denunce. «I cittadini – ha detto Gugliotta – hanno il diritto di sapere quali sono i problemi, qual è la la situazione e noi abbiamo il dovere di informare. Questa era una città dove in alcune zone c’era una forte presenza di immigrazione clandestina, di gente che spacciava quasi senza controllo e di reati patrimoniali».
IL QUESTORE: «SPACCATE? CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NON C’ENTRA»
Rioccupare Una situazione che, visto il tempo del verbo usato, secondo il questore è migliorata. «Il nostro compito – ha aggiunto – è quello di rendere vivibili le zone della città ma ad altri, penso alle istituzioni e alle persone, tocca rioccupare gli spazi che noi liberiamo». Insomma, un appello alle istituzioni e ai cittadini a rimboccarsi le maniche. «Il progetto – ha detto ancora Gugliotta – non si conclude ovviamente oggi. Noi continueremo a lavorare nella consapevolezza che il crimine non si può sconfiggere del tutto ma solo contenere». Un progetto, quello denominato «Operazione Grifo», che secondo Bocci deve essere «un progetto pilota per altre città», come confermerà poi il vice capo della polizia. «Qui le attività di prevenzione e di polizia – ha detto invece il prefetto De Miro – sono esercitate al meglio, con grande professionalità e senso di appartenenza. Un territorio ben vigilato e protetto».
Twitter @DanieleBovi
