di Iv. Por.
«Io mi trovo a Perugia da 4 anni perché ho studiato qui ma non ho mai avuto un senso di insicurezza. Da ottobre, però, sono iniziati una serie di furti agli studenti cinesi e adesso c’è paura». Lei si chiama Serena (un nome italianizzato), ha 24 anni e viene dalla Cina. Data la sua conoscenza linguistica e della città fa da tutor ai 600 studenti dei progetti ‘Marco Polo’ e ‘Turandot’ dell’Università per stranieri e vive perciò in prima linea i problemi di questi ragazzi e ragazze, tutti ventenni. E’ lei, come gli altri tutor, a fare da parafulmine quando avvengono casi come denunciati pochi giorni fa dal direttore dell’Unistra, Cristiano Nicoletti.
Furti a raffica «Quando hanno un problema mi chiamano e in queste settimane il problema principale sono i furti. Ce ne sono quasi ogni giorno, solo ieri ce ne sono stati tre tra Monteluce e Fontivegge. In giro ci sono tanti ladri, che vanno a rubare nelle case soprattutto di notte. In tante case, poi, è facile rubare visto che le finestre si aprono solo spingendole». Serena racconta come in Cina sia tutto diverso. «Lì gli studenti vivono in campus e c’è tanta polizia in giro la sera, non succedono furti. Qui non si vedono macchine delle forze dell’ordine e, quando avviene un furto, passano almeno 20 minuti prima che arrivino».
FOTOGALLERY: BENVENUTO AI 630 STUDENTI
Immagine di una città insicura Oggetto di furti sono soldi e apparecchi tecnologici, soprattutto. «Loro arrivano qui con i contanti per le prime spese o con le carte di credito. Alcuni di loro, dopo essere stati derubati vogliono andare via», spiega Serena. Oltre al danno materiale, questi furti creano anche un notevole danno di immagine alla città. «I cinesi pensano all’Italia e a Perugia come posti tranquilli, un posto perfetto per gli studenti. Quando uno viene derubato lo comunica attraverso i social e ai familiari e si crea l’immagine di un posto pericoloso. Ci deve essere più controllo e più sicurezza, questo chiediamo, soprattutto la notte».
