di D.B.
Rinviato a giudizio con le accuse di falso ideologico e omissione di atti d’ufficio Mauro Rossini, 54 anni, già luogotenente del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Perugia. Per l’ex militare, ormai in congedo, il gup Lidia Brutti ha deciso che il processo inizierà nel maggio 2018. Secondo l’ipotesi accusatoria Rossini si sarebbe rifiutato di informare il proprio superiore gerarchico riguardo alcune informazioni ottenute da un suo collega di Farneto di Colombella attraverso una propria fonte confidenziale che aveva passato ‘soffiate’ su persone che detenevano armi nascoste sotto terra, ruiguardo un presunto giro di spaccio e alcuni furti avvenuti nella periferia del capoluogo umbro. Dalle indagini del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma è emerso che l’imputato non effettuò alcuna attività di riscontro sulle informazioni ricevute. «Reati – scrive il pm Gemma Miliani – successivamente verificati per diversa via da altra polizia giudiziaria» ma che «per ragioni di giustizia e di ordine pubblico dovevano essere compiuti senza ritardo».
Il furto in gioielleria In un’altra circostanza Rossini – difeso dagli avvocati Francesco Falcinelli e Maria Antonietta Salis – ha «omesso» di informare la magistratura inquirente di alcune dichiarazioni ricevute da un gioielliere di Perugia che aveva individuato il possibile autore del furto avvenuto nella primavera del 2013 nel proprio esercizio commerciale. Non consegnò in Procura il cd contenente la registrazione delle videocamere di sorveglianza del negozio, contenenti le immagini del furto, limitandosi – è sempre l’accusa – a «formare un atto ideologicamente falso». Alla fine l’uomo indicato dai derubati come il possibile ladro è stato denunciato a piede libero da Rossini per ricettazione.
