di Ivano Porfiri

Un incendio e poi il boato. Dovrebbe essere questo l’ordine degli eventi che hanno portato alla devastazione di un bar-pasticceria mercoledì sera in via dell’Acacia, zona Settevalli. La nuova gestione del locale è stata inaugurata da meno di un mese ed è in capo a un cittadino nordafricano di 46 anni, che è stato ricoverato in ospedale in preda ad attacchi di ansia.

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L’esplosione Erano circa le 21 quando si è sentito un forte boato. I ragazzi che erano al vicino bowling sono corsi fuori. All’arrivo dei vigili del fuoco e dei carabinieri la vetrata non c’era più e gli infissi erano nel mezzo del piazzale. Sono in corso le indagini per capire l’origine dell’esplosione e, soprattutto, se l’episodio sia stato doloso. Dai primi rilievi, l’ipotesi è che si sia innescato un incendio dentro il bar e l’aria consumata abbia provocato una compressione con conseguente esplosione dei vetri. Questo ha fatto sì che non ci siano danni strutturali all’edificio dato che l’esplosione è stata verso l’esterno. E dato che nel piazzale non si trovava nessuno, per fortuna non ci sono stati feriti.

Taniche L’elemento che farebbe propendere per la causa dolosa sono delle taniche, che sarebbero state trovate sul posto e sequestrate. I carabinieri della compagnia di Perugia e i vigili del fuoco in mattinata hanno effettuato un nuovo sopralluogo. E nella serata di mercoledì hanno ascoltato il titolare, sotto shock. Tra le ipotesi all’origine del rogo può esserci un cortocircuito, quindi un innesco casuale, ma non viene esclusa nessuna ipotesi. Neppure quella dolosa. Alcuni elementi, infatti, non sarebbero chiarissimi agli inquirenti. Solo ulteriori approfondimenti tecnici e nuove testimonianza potranno chiarire cosa o chi ha causato l’esplosione che ha fatto tremare via Settevalli.

Allarme Confcommercio «Un fatto comunque di per sé drammatico, che – se poi fossero confermate le voci su una origine dolosa – suscita enorme allarme ed inquietudine». E’ il commento “a caldo” della Confcommercio, la cui sede è di fronte al bar esploso. «Lo spettacolo che ieri sera, e ancora più stamattina con la luce del giorno, si è presentato ai nostri occhi e a quelli di tanta gente incredula – sottolinea la nota di  Confcommercio – colpisce come un pugno allo stomaco per la sua crudezza e per gli effetti pesantissimi che produrrà, economici ma non solo, ai danni di una attività commerciale appena avviata.  L’esplosione, tra l’altro, poteva avere conseguenze molto più drammatiche, dato che spesso a quell’ora ci sono ancora persone che lavorano nell’immobile o riunioni nei nostri uffici.  Rimaniamo ovviamente in attesa dei risultati ufficiali dell’inchiesta sulle cause che hanno scatenato l’evento – prosegue Confcommercio – ma anche solo l’ipotesi di una azione volontaria e addirittura criminale ingigantisce le nostre preoccupazioni e dà purtroppo sostanza all’allarme più volte da noi lanciato, e ribadito anche in occasione della giornata di mobilitazione contro ogni forma di illegalità che si è svolta lo scorso 11 novembre, sulla escalation dei fenomeni di illegalità a danno delle attività economiche.  L’impegno che vede fianco a fianco associazioni di categoria e forze dell’ordine è quello di alzare al massimo il livello di guardia e di vigilanza».