di Fra. Mar.
Nove anni di reclusione. E’ questa la pena a cui è stato condannato un tunisino di neanche 30 anni ritenuto responsabile di aver ceduto una dose mortale di eroina ad un uomo che poi morì. Il fatto era accaduto il 26 giugno del 2010. La vittima aveva consumato la droga in casa di un transessuale in via del Macello. F.P., che ha lasciato una moglie e due figli, era arrivato in casa del transessuale al termine di una nottata passata in giro.
Il fatto Era arrivato in casa del trans e aveva chiesto un po’ di cocaina. Il trans allora aveva chiamato un suo spacciatore di fiducia e poco dopo la roba era arrivata a domicilio. Con un particolare che però si rivelerà letale: non era cocaina, ma eroina. In più tagliata male con il destrometorfano, un medicinale che quintuplica l’effetto della sostanza stupefacente. E di questo, secondo l’accusa, era a conoscenza lo spacciatore. Per questo il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini lo voleva condannato a 14 anni di reclusione.
Multa I giudici della Corte d’Assise di Perugia, presieduti dal giudice Gaetano Mautone, a latere Marina De Robertis, hanno invece riqualificato il reato escludendo l’omicidio volotario e decidendo per un meno grave ‘morte in conseguenza di altro reato’. La Corte ha anche stabilito una multa di 45.000 euro e ha disposto l’espulsione del tunisino una volta espiata la pena. Era stato lo stesso trans a raccontare in aula di aver tirato insieme all’uomo e poi di averlo cacciato di casa quando aveva avvertito i primi sintomi di un malore. L’uomo poi era morto in un parcheggio.
