Un'auto della polizia (foto Umbria24)

Ci avevano provato a Ponte Felcino con i bancali di legno. Stavolta hanno rubato 34 fusti di alluminio vuoti, di quelli che si usano per trasportare la birra o l’olio e che valgono circa 150 euro l’uno. Nel pomeriggio di mercoledì l’intervento delle Volanti della polizia, dirette dal commissario capo Adriano Felici e coordinate operativamente dall’ispettore Anna Luigia Fioramonti, ha permesso di sventare un ingente furto ai danni di un supermercato in località Capocavallo e di arrestare tre persone.

Il furto Tre uomini si erano portati via con un furgone dal cortile di pertinenza dell’esercizio commerciale, dopo che uno di loro aveva scavalcato la recinzione, ben 34 fusti vuoti in acciaio inox. per un valore complessivo di circa 5.100 euro. I ladri, però, sono stati visti in azione da una residente, che ha immediatamente chiamato il 113. A questo punto, gli uomini delle Volanti si sono rapidamente portati in zona e si sono messi sulle tracce del furgone, che nel frattempo era già ripartito ma è stato intercettato e bloccato a pochissimi chilometri di distanza. Qui i ladri, B.D.R. di 35 anni, P.R. di 42 e A.R. di 40, di origini campane, sono stati arrestati in flagranza per furto aggravato. Va sottolineato che tutti e tre i soggetti sono pluripregiudicati per reati contro il patrimonio. Due di loro, peraltro, avevano costretto le Volanti a un altro intervento nella serata del 26 luglio, quando avevano cercato di rubare da un magazzino di Ponte Felcino numerosi bancali di legno. In quell’occasione, i due erano stati fermati e denunciati a piede libero. Stavolta, invece, sono scattate le manette.

Altro arresto La polizia ha arrestato, sempre mercoledì, un pluripregiudicato marocchino 45enne, rintracciato in un bar della zona della Pallotta. Sprovvisto di documenti, ha riferito agli agenti un falso nominativo; perquisito, in tasca aveva due “stecche” di hashish dal peso di 5 grammi. Dai successivi controlli è emersoche era destinatario del provvedimento di revoca del decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo emesso dalla procura, dovendo lo stesso espiare la pena di sei mesi di reclusione. E’ stato quindi rinchiuso a Capanne.

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