di Ivano Porfiri
A Pretola quella casa la conoscono tutti: due appartamenti uno sopra l’altro dove si spaccia. Dopo due overdose e un accoltellamento stavolta sono stati arrestati quattro spacciatori. E’ di proprietà di un perugino che continua a darla in affitto in modo «disinvolto», come dice eufemisticamente il capo della squadra mobile Marco Chiacchiera, e soprattutto in nero.
La casa dello spaccio Le segnalazioni alla questura duravano ormai da mesi: un viavai continuo di «facce nuove», tossicodipendenti, intorno alla stessa casa. La stessa abitazione dove, al piano terra, vennero trovati morti per overdose due uomini di 45 e 22 anni nell’agosto 2005, la stessa dove qualche tempo dopo ci fu un accoltellamento, sempre presumibilmente per questioni di droga. Da marzo il traffico era ripreso: le segnalazioni parlavano di una donna italiana e alcuni tunisini.
Il blitz Ad attivarsi, gli uomini della seconda sezione della squadra mobile, quella specializzata nel contrastare il fenomeno dello spaccio, in questi giorni impegnati in diverse zone: da piazza Grimana a Fontivegge, da piazza Danti, appunto, a Pretola. Il blitz è scattato lunedì: mentre si faceva irruzione in casa, altri agenti sorvegliavano i dintorni per evitare fughe.
Gli arresti Nell’appartamento, i poliziotti hanno sorpreso Hassen Saber, 33 anni, il capo della banda, insieme alla sua compagna Tiziana Tirelli, 49enne di Torino, tossicodipendente di lungo corso che – da italiana – si occupava di tutte le attività in cui serviva un documento in regola in cambio di dosi quotidiane. Nei pressi della casa, invece, è stato preso Walid Fatnasi di 26 anni mentre cedeva una dose e che, alla vista dei poliziotti, ha disattivato il cellulare. Nell’appartamento, infine, l’ultimo arrivato nel gruppo: Nabil Klai di 22 anni che si è lanciato dal balcone in un cortile per sfuggire all’arresto. I poliziotti gli hanno intimato di consegnarsi, ma lui ha cercato di liberarsi di alcune dosi di droga e fuggire, invano.
Spaccio continuo Nella casa gli agenti hanno trovato 18 dosi di cocaina all’interno di un doposci. Ma non si spacciava solo coca. Il gruppo – secondo quanto emerso dalle indagini – vendeva anche eroina di buona qualità. Alla riattivazione del telefonino sequestrato a Fatnasi, infatti, sono giunte numerose telefonate da clienti in cerca di una dose: «Ci vediamo al solito posto». I poliziotti si sono presentati identificandone diversi provenienti da Perugia, Chianciano, Viterbo, Marsciano. Di solito, la consegna non avveniva in casa, ma in luoghi appartati, lungo il Tevere. I quattro sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio in concorso.
Una liberazione Per i poliziotti della seconda sezione, durante gli arresti, il tributo dei cittadini del piccolo paese, esasperati: «Era ora, portateveli in galera e buttate le chiavi», «Non se ne poteva più». L’appartamento era stato affittato a marzo. In quella casa fatiscente – è stato accertato – pagavano in nero circa 350 euro di locazione: le indagini sul proprietario sono in corso.
