Polizia al lavoro (Foto F. Troccoli)

Stava per salire in macchina, destinazione un Cie, quando ha tirato fuori dalla bocca una lametta e ha cercato di colpire gli agenti, per poi ferirsi a un braccio. Un tunisino clandestino di 39 anni, arrestato per spaccio, è stato però bloccato e verrà presto rimpatriato.

Curriculum criminis Lo straniero, B.T.L. le iniziali, arrivato a Lampedusa nel gennaio del 2009, era stato arrestato per stupefacenti a Perugia per la prima volta nel giugno successivo. Da allora è stato arrestato altre tre volte per operazioni antidroga tra cui quella denominata “Zbun”, condotta dalla squadra mobile nello scorso anno; l’ultimo arresto è stato effettuato, per residuo pena, nei primi giorni di ottobre.

Pronto al rimpatrio Martedì mattina, uscito dal carcere, essendo clandestino e già destinatario di un provvedimento di espulsione, è stato scortato in questura, dove lo attendevano gli agenti dell’Ufficio immigrazione, che avevano pronto per lui un provvedimento di espulsione ed un viaggio per un Centro di identificazione ed espulsione, dove era atteso in serata.

L’aggressione Nel primo pomeriggio, dopo gli atti di rito, poco prima di lasciare la questura per essere scortato su una autovettura protetta fino a destinazione, lo straniero, appresa la notizia che stava per essere rimpatriato, ha tentato di aggredire due agenti e di autolesionarsi con una lametta nascosta nella bocca, evidentemente preferendo la cella al viaggio in Tunisia. La sua azione non ha sorpreso però gli agenti, che sono riusciti non solo ad evitare di essere colpiti con la lama, ma anche ad immobilizzarlo.

Verso il Cie Poco dopo è stato comunque accompagnato al pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i sanitari hanno suturato una ferita superficiale ad un braccio. Quindi è stato portato al Cie, come previsto. Sarà rimpatriato nei prossimi giorni .

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