Polizia (foto Fabrizi)

Nella mattinata del 28 marzo la volante è intervenuta a Corciano perché era stato segnalato un furto in atto presso un ristorante. Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato il titolare dell’attività che discuteva animatamente con A.I.A.A., egiziano, e I.A., rumeno. I due stavano caricando su un furgone varie attrezzature collocate all’esterno del ristorante, tra cui due banconi e un lavandino in acciaio, una vasca con sgocciolatoio e diversi rottami di rame, del peso complessivo di 35 Kg. I due si sono giustificati dicendo che erano stati autorizzati a prelevare tali oggetti, che non erano altro che rifiuti da smaltire.

Denunciato Il ristoratore, tuttavia, ha negato di aver mai richiesto un tale intervento, spiegando che il materiale si trovava al di fuori del locale in vista di un imminente ristrutturazione. Detto ciò, ha manifestato la ferma intenzione che si procedesse contro i due individui, i quali infatti sono stati denunciati dalla polizia per tentato furto .
La nota curiosa della vicenda, tuttavia, è emersa al rientro in questura, dove il proprietario del ristorante ha presentato la querela. Infatti, mentre l’uomo era ancora impegnato nei suoi strali contro i due ladri, è emerso che anche la sua posizione non fosse propriamente immacolata.

Anche lui Infatti,di recente, è stata sporta querela proprio nei confronti del ristoratore, a sua volta resosi responsabile del furto di alcune piante ornamentali, trafugate da un vivaio, del valore superiore ai 200 euro. In quell’occasione, egli aveva caricato le piante su un’auto durante l’orario di apertura del negozio, per poi allontanarsi con grande nonchalance.
La sua individuazione è stata comunque possibile grazie al numero di targa del veicolo, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. A quel punto, il vivaista ha denunciato il furto; l’uomo è stato costretto ad offrirgli una somma a titolo di risarcimento affinché fosse rimessa la querela.

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