di Ivano Porfiri
I carabinieri tornano ad avere una caserma nel centro storico di Perugia, chiudendola però a Ponte D’Oddi. Lo ha annunciato il comandante provinciale Angelo Cuneo nel giorno del 198° anniversario dell’Arma dei carabinieri. Due le cerimonie. Una in mattinata a Terni e una nel pomeriggio nella sede della Legione Umbria a Corso Cavour, a Perugia, dove ha tenuto il suo discorso il generale Antonio Pietro Marzo, comandante regionale
Il generale Marzo: Umbria sicura . «In Umbria – ha detto Marzo – nel 2011 sono stati perpetrati 35.516 reati. L’Arma dei Carabinieri ne ha perseguiti 28.580, circa l’80 per cento, ed ha scoperto gli autori di 5.186 casi a cui e’ seguita la denuncia in stato di liberta’ di 6.536 persone e l’arresto di 1.470». I dati, secondo Marzo, «portano ad esprimere una valutazione più che positiva dello stato della sicurezza sul territorio della Regione. Ne discende anche un’immagine d’efficienza operativa e di efficace risposta dell’Istituzione. So bene, però – ha aggiunto – che i risultati rappresentati non bastano a far sentire i cittadini più sicuri. La domanda di sicurezza permane elevata. Siamo consapevoli che nelle dinamiche sociali diverse sono le motivazioni che portano a vivere alcune situazioni di disagio sociale come fattore di insicurezza. E per questo – ha rimarcato – non posso che confermare l’impegno sempre più convinto dell’Arma a registrare quotidianamente le proprie capacità e, coerentemente con l’affermato concetto di sicurezza integrata, a cooperare con le autonomie locali, con tutti quegli enti pubblici e privati che, anche con tutte le altre Forze di Polizia, condividono progetti e responsabilità nel settore della sicurezza». Per Marzo, quindi «la ‘sicurezza partecipata’ è la soluzione più idonea a soddisfare il bisogno di sicurezza poiché consente il costante adeguamento dei servizi alle esigenze locali». Il generale ha infine ricordato le operazioni di maggior rilievo come l’arresto dei presunti assassini del bancario Luca Rosi, i cui parenti erano presenti alla cerimonia.
Il bilancio Per ciò che riguarda Perugia, il colonnello Cuneo ha tracciato un bilancio dell’attività dal giugno 2011 al maggio 2012 in provincia di Perugia. Nell’ultimo anno gli arresti sono stati 1.152 rispetto ai 1.304 dell’anno precedente, le denunce 5.081 rispetto a 4.647. Tra gli oltre 22mila delitti denunciati dal giugno 2011 al maggio 2012, in forte crescita le rapine (206 di cui 74 scoperte contro 121 dell’anno prima), pressoché stabili i furti (11.556 di cui 619 risolti). Tra gli arresti il 60% ha riguardato stranieri (l’anno prima erano il 71%), mentre in aumento quelli per reati legati alla droga: 36% contro il 25%. Dato confermato dal sequestro di 113 kg di stupefacenti contro 44,5 dell’anno prima. Nell’ultimo anno recuperati poi un milione e 320mila euro di refurtiva. Le persone denunciate per guida in stato di ebbreza sono state 552, ritirate 971 patenti e 740 carte di circolazione.
L’annuncio Il comandante provinciale dell’Arma si è soffermato sull’allarme sicurezza in città, dando un annuncio inatteso. «A Perugia abbiamo centro morfologicamente particolare – ha detto – è perciò strano non ci siano presidi delle forze ordine in centro: per combattere al meglio questa battaglia per la legalità bisogna riportare a brevissimo termine un presidio». Il che sarà reso possibile entro settembre-ottobre dal trasferimento della caserma Fortebraccio, per la quale da tempo si parla della chiusura a Ponte D’Oddi. «E’ un ritorno – ha sottolineato Cuneo – dato che la caserma era originariamente nel centro storico». Lo spostamento c’era stato nel ’97 ma in un edificio dove i carabinieri sono in affitto. L’opera di razionalizzazione delle spese potrebbe far cogliere due piccioni con una fava: eliminare un costo e coprire l’Acropoli, anche simbolicamente. Il territorio di competenza rimarrebbe, infatti, lo stesso.
Dove e come Alla Fortebraccio attualmente sono in forza una dozzina di militari. Il trasferimenti negli auspici porterà a un aumento dell’organico di qualche unità. Ma sarà un contributo anche simbolico di presidio da parte delle forze dell’ordine. Sulla dislocazione al momento non ci sono certezze. Se il progetto rientrasse nell’operazione sui beni demaniali, di cui hanno parlato il sindaco Boccali e il ministro Anna Maria Cancellieri la sede prescelta sarebbe il palazzo dell’esercito di piazzetta Ferri, tra via della Stella e via dei Priori. Visti i tempi, però, la caserma potrebbe andare nella sede della Legione Umbria dei carabinieri, in corso Cavour.
Boccali Nel giorno della festa il sindaco Boccali non commenta il trasferimento della caserma ma si sofferma sul rapporto con l’Arma. «Perugia, non soltanto oggi, è vicina ai carabinieri ed esprime loro gratitudine per il quotidiano lavoro svolto sul campo per garantire legalità e sicurezza – dice -. Siamo tutti impegnati in una dura lotta contro chi cerca di minare la qualità della vita di una comunità civile come la nostra. I carabinieri sono in prima linea, a prezzo, molto spesso, di sacrifici personali e con una dedizione che poggia, appunto, su una storia di quasi due secoli al servizio del Paese. In questi giorni, poi, stanno producendo uno sforzo straordinario per controllare una situazione di non ordinaria emergenza. A tutti i carabinieri, l’ abbraccio di Perugia. Sappiamo di poter contare, grazie a loro, su una forte presenza dello Stato, come ci ha anche confermato ieri il ministro degli Interni in visita a Perugia».
Guasticchi «L’Arma dei Carabinieri è l’apparato di tutela della sicurezza dei cittadini italiani nel quale, dal fondo del nostro cuore, tendiamo a immedesimarci come rispondendo a un richiamo lontano, il più lontano e fondante, della storia nazionale». E’ quanto dichiarato dal Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi. «La crescente specializzazione dei reparti risponde pur sempre a una superiore unità di azione e di manovra contro il crimine. Esso è inquadrato scientificamente dall’Arma dei carabinieri nella sua evoluzione storica e nell’adattamento alle mutevoli condizioni che la globalizzazione comporta. Nel rivolgere oggi il più caloroso augurio all’Arma e, in particolare, alla sua diramazione territoriale umbra, ai suoi vertici gerarchici e ai suoi operatori di base, mi onoro di ricordare la collaborazione che alla polizia provinciale è stato possibile, negli ultimissimi anni, avere con i carabinieri».

