Nella notte tra mercoledì e giovedì, gli uomini della squadra Mobile ‘Criminalità organizzata’, diretti da Marco Chiacchiera e sotto il coordinamento operativo di Piero Corona, hanno inferto un altro duro colpo alla compagine ‘africana’ della piazza perugina dello spaccio di droga.

L’operazione Come le ultime laboriose e delicate indagini di droga hanno chiaramente dimostrato gli africani, in particolare i nigeriani, ma anche soggetti provenienti da altri paesi come la Liberia ed il Gambia, sono perlopiù impegnati nella vendita ‘all’ingrosso’ della droga, di cui riforniscono soggetti di origine nordafricana, specialmente tunisina, per il successivo spaccio ‘al dettaglio’.

Il blitz L’operazione della scorsa notte ha avuto come obiettivo proprio un covo di spaccio gestito da soggetti africani, ben noti alla squadra Mobile. A mezzanotte è scattato il blitz: l’obiettivo specifico era stato individuato in un’appartamento al piano terra di una casa singola ubicata in questa Via San Galigano-Rimbocchi, adiacente al parco.
All’interno, si presumeva ci fossero dei soggetti di colore particolarmente attivi, in base alle informazioni raccolte, nello spaccio di droga in città.

Sorpresi I poliziotti, dopo aver bussato, non hanno ricevuto alcuna risposta, ma non si sono persi d’animo e si sono avventurati nella vicina area verde, nonostante il buio ed i loro sospetti hanno trovato immediato riscontro.
Nell’oscurità, hanno individuato due africani i quali, ben nascosti in quanto avevano evidentemente visto la Polizia arrivare a casa loro, sono stati sorpresi nel goffo tentativo di nascondere dei piccoli involucri in carta: al loro interno, come si accerterà, erano conservati 40 grammi di ‘marijuana’, pronti alla distribuzione su piazza, distinti in 8 involucri di uguale dimensione e peso.

I soldi nascosti Invano il tentativo degli spacciatori, una volta trovata la droga, di darsi alla fuga nel tentativo di seminare gli operatori i quali sono riusciti ad ammanettarli e, all’esito di una perquisizione personale e domiciliare alla ricerca di altra sostanza, a trarli in arresto in flagranza di reato. Sequestrati, oltre alla droga, anche 150 euro in contanti che, ripiegati in quattro parti, erano stati opportunamente nascosti in una tasca ‘segreta’ appositamente chiusa e cucita all’interno dei jeans di uno dei due africani: chiaro ed evidente provento dell’attività di spaccio, da sottrarre ad una eventuale perquisizione da parte della Polizia.

I curriculum I due, d’intesa con il sostituto procuratore Petrazzini sono stati accompagnati a Capanne in attesa del successivo giudizio di convalida. Di particolare interesse i loro “curricula” criminali a Perugia. Konate Abubakar, nato in Gambia nel 1986, è irregolare sul territorio nazionale e pregiudicato, sbarcato a Lampedusa nell’aprile 2011, con numerosi precedenti specifici, era stato tratto in arresto sempre dalla polizia di Perugia nello scorso novembre 2013. Di recente ingresso in Italia ed a Perugia ma già particolarmente attivo nel mondo dello spaccio: nel maggio scorso, infatti, all’interno di un negozio etnico africano della zona “Fontivegge”, era stato picchiato e ferito con armi da taglio da tre soggetti, presumibilmente tunisini, per evidenti motivi legati ai traffici di droga, atteso che il gambiese, agli agenti della Volante intervenuti, non aveva voluto riferire alcun elemento utile all’identificazione dei suoi aggressori.
Lo scorso novembre 2013, come accennato, è stato arrestato insieme ad alcuni connazionali, tutti sorpresi con della droga ben nascosta: lui, nello specifico, occultava ben 70 grammi, anche in questo caso, di “marijuana”. Appena sbarcato in Italia, comunque, aveva richiesto un permesso di soggiorno per protezione internazionale (asilo politico), evidentemente mai concesso.

Chi sono Nwajiobi Prince Benjamin, liberiano di 41 anni, anch’egli sbarcato a Lampedusa ma nel 2008, ed anche lui richiedente “asilo politico”, irregolare sul territorio nazionale, annovera analoghi precedenti specifici nell’ambito dello spaccio di droga, tutti trascorsi configurati tra Perugia e Padova nel corso degli anni. Ma gli investigatori della ‘Criminalità organizzata’ se lo ricordano in quanto fu tra i protagonisti del gruppo criminale di spessore ‘internazionale’ oggetto dell’operazione “Turnover” dello scorso maggio: all’alba del 7, vennero catturati contemporaneamente circa 20 componenti del gruppo criminale, interamente composto da trafficanti e corrieri internazionali di eroina e cocaina, e Prince fu uno tra i 17 irreperibili. Tuttavia la squadra Mobile, con l’ausilio del reparto Prevenzione crimine “Umbria e Marche”, riuscì dopo solo qualche giorno a sorprenderlo in zona Fontivegge e ad assicurarlo alla giustizia. All’interno dell’organizzazione nigeriana che, come noto, gestiva una rete criminale internazionale, con contatti e referenti in 4 (quattro) continenti e quasi tutti i paesi europei, era uno stretto collaboratore del referente perugino ed un punto di contatto tra l’organizzazione stessa ed i collaterali tunisini, dediti alla distribuzione della droga al dettaglio. Nell’ambito di tale operazione, dovrà rispondere di ‘associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti’.

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