di D.B.
Del resto il sindaco di Perugia Andrea Romizi pochi minuti dopo la sconfitta l’aveva detto: «Conta la tigna». E così la città ci riprova e si candida nuovamente a Capitale europea dei giovani, stavolta per il 2018 dato che per il 2017, così come stabilito pochi giorni fa, il titolo è andato alla bulgara Varna. Lunedì il progetto verrà presentato con una conferenza stampa nella sala Fiume di palazzo Donini alla quale parteciperanno l’assessore regionale alle politiche giovanili, Carla Casciari, quello del Comune di Perugia, Dramane Diego Wagué e il portavoce del Forum regionale dei giovani dell’Umbria, Gabriele Biccini. Un’occasione che servirà anche per fare il punto dopo il riconoscimento, da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, della città di Perugia a Capitale italiana dei giovani per il 2015.
La ricandidatura La ricandidatura di una città sconfitta non è di certo una novità, anzi, Varna prima di centrare il bersaglio ci ha provato per altre quattro volte. «Non ce l’abbiamo fatta – aveva detto Romizi dopo aver appreso che la capitale 2017 sarà Varna – ed è un peccato. Il nostro lavoro continua, non ci arrendiamo: l’esempio di Varna ci insegna che nella vita conta la tigna, dobbiamo avere la volontà di andare avanti e non disperdere tutto il lavoro fatto fino ad ora. L’amministrazione sosterà i progetti avviati perché è necessario che a Perugia, dove si è dormito per troppo tempo, qualcosa si smuova. Ora non bisogna fermarsi». «Il nostro progetto – ha aggiunto Claudio Crispoltoni, responsabile del Comune per le politiche giovanili – è stato considerato tra i più importanti. Di certo è iniziato un percorso di relazioni internazionali, presto verranno presentati due progetti europei insieme a Salonicco e Cascais».
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