Gli hashtag polemici per la chiusura dell'erboristeria

Ha creato perfino un hashtag #lerboristerialepilogohainizio Ira Archillei, titolare dell’erboristeria di via Alessi che «con il cuore gonfio di tristezza ho dovuto decidere di chiudere – scrive sul suo blog – devo chiudere la prima Erboristeria nata in Umbria, aperta dalla mamma del nostro Sindaco, proprio quest’anno che a dicembre avrebbe compiuto 40 anni di attività». Anche se, su questo aspetto, Maria Rita Zappelli precisa che non si può parlare di stessa attività: «l’erboristeria aperta 40 anni fa – sottolinea – era un’altra e con altra gestione. E’ stata rilevata solo circa 7 anni fa dalla signorina Archilei che poi l’ha chiusa per riaprirla conservando lo stesso nome a via Alessi».

Serena e disgustata Comunque Archilei prosegue: «Mi dispiace tanto comunicare questa cosa perché la morale non è bella è deprimente, e non voglio aggiungere altro perché ho rispetto per l’intelligenza e la sensibilità altrui e chi possiede queste qualità sono certa che sa di cosa parlo! Voglio però assicurarvi che, nonostante tutta questa storia kafkiana che segna l’epilogo del L’Erboristeria, io sono serena, disgustata ma consapevole che ogni cambiamento, anche imposto, vada vissuto abbandonandosi ad esso…la trasformazione è in atto e non vi libererete facilmente di me».

Storia kafkiana Ira Archillei ricostruisce tutta la storia nel lungo post. «Il 4 di giugno hanno iniziato a cedere i 70ennali tubi della conduttura idrica comunale inondando d’acqua il mio negozio e anche altri in via Alessi, via già fortunata di suo. Pochi giorni dopo di nuovo e fin qui tutto bene, i tecnici dell’Umbra Acque intervengono tempestivamente alle chiamate e rattoppando i tubi la storia sembrerebbe conclusa. Io inizio invece la mia battaglia legale». Sì, perché l’affitto non viene abbassato da proprietario e, mentre si fanno i sopralluoghi per la «bonifica» dei 145 mq danneggiati su 215 totali, avviene una «terza rottura di tubi, quindi sospensione dei lavori in attesa di risolvere l’infiltrazione. Era il 13 di luglio quando chiamai i tecnici per rattoppare di nuovo la conduttura idrica comunale». Solo che la riparazione, nonostante «raccomandate, domande consegnate e protocollate chiedendo interventi urgenti», non viene mai effettuata e «nel frattempo è arrivata la Usl che mi ha dato il divieto di utilizzo della zona incriminata e anche loro hanno fatto richiesta di intervento Urgente all’Ufficio Tecnico del Comune, secondo voi è venuto qualcuno?».

La decisione amara Il tempo scorre, l’inverno è alle porte e «oltre i danni, le perdite economiche che non mi è dato sapere quando forse mi verranno rese, non mi è dato sapere neanche se avrò più la possibilità di utilizzare questi spazi, oltre tutto questo, la parte che rimane “sana” inizia a puzzare di muffa e a diventare anch’essa troppo umida per garantire la solita e irrinunciabile qualità dei prodotti che ho sempre scelto con grande cura e amore. Quindi cosa devo fare?». Da qui la decisione di chiudere bottega. «Io ce l’ho messa sempre tutta nonostante tutto ma l’ignoranza, l’ignavia, l’indolenza, l’ipocrisia e la corruttibilità di spirito sono cose più grandi di me che mi stanno schiacciando e quindi…un grazie speciale e sarcastico lo dedico solo al Comune di Perugia – conclude Ira – grazie per aver fatto chiudere uno dei pochi sopravvissuti negozi storici non in crisi nel centro storico della città».

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One reply on “Perugia, chiude l’erboristeria in via Alessi: «Per colpa del Comune finiti 40 anni di storia»”

  1. Ora vorrei una risposta dalle persone colte che sanno sempre tutto……..QUANDO GOVERNAVA IL CENTROSINISTRA, CHIUDEVANO I NEGOZI AL CENTRO E LA COLPA ERA DEL CENTROSINISTRA….ORA GOVERNA IL CENTRO DESTRA E I NEGOZI CHIUDONO LO STESSO AL CENTRO. Io dico che il Centrosinistra e Centro destra, sono uguali in tutto, chiacchiere e rubano, vedi Roma, detto questo chi ne subisce le conseguenze sono le persone che lavorano e oneste, per questo SVEGLIATEVI e mandiamoli tutti a casa. E’ ora del cambiamento con il Movimento 5 Stelle per ridare lustro alla città e all’Italia intera, altrimenti smettete di fare chiasso inutile.

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