Si poteva scegliere, a seconda della comodità o dei gusti: San Sisto per gli amanti delle donne più mature, Ponte San Giovanni se si preferivano le ragazze giovani. La squadra mobile di Perugia ha smantellato una rete di prostituzione di matrice cinese gestita da una 41enne prostituta sfruttatrice.
Sesso cinese Era da qualche tempo che gli investigatori della sezione “Reati contro la persona” della squadra mobile (quella che una volta si chiamava “Omicidi e Buoncostume”), diretti da Marco Chiacchiera e coordinati da Piero Corona e dal sovrintendente Matteo Zanotti, seguivano costantemente, dall’esterno e con grande discrezione, quello che accadeva in due distinti appartamenti, uno a San Sisto e l’altro a Ponte San Giovanni: i loro sospetti, per i quali si sono convinti che si trattasse di vere e proprie case di prostituzione, non solo sono stati rafforzati da segnalazioni condominiali, ma addirittura li hanno portati a configurare poi un vero e proprio collegamento, come spesso succede, tra i due luoghi.
Il blitz Nelle prime ore del pomeriggio dello scorso venerdì è scattato il doppio blitz in contemporanea: gli uomini della Mobile e del Reparto prevenzione crimine “Umbria e Marche” – coordinati dal pm Claudio Cicchella – hanno fatto irruzione in entrambi gli appartamenti. In entrambe le case-squillo sono state individuate donne cinesi, ma con una particolarità di fondamentale importanza: una delle due donne era, di fatto, la sfruttatrice dell’altra. Ai numeri di telefono pubblicizzati in rete rispondeva sempre M.Y, la 41enne che si prostituiva a San Sisto con un linguaggio italiano perfetto, mentre l’altra, irregolare sul territorio nazionale e totalmente spaesata, era stata dalla prima accolta nella tarda serata precedente, collocata nella sua “sede” di lavoro e messa immediatamente nelle condizioni di prostituirsi, con tanto di materiale logistico e “hard” a disposizione.
La scelta L’eventuale cliente che intendesse contattare i numeri pubblicati su internet, relativi a ragazze cinesi “appena arrivate in città”, si trovava dunque a parlare direttamente con la prostituta-sfruttatrice, la quale chiedeva al cliente se preferisse recarsi a fruire della prestazione sessuale a San Sisto o a Ponte San Giovanni, in base a dove gli rimanesse più comodo: una vera e propria rete di prostituzione, la cui ampiezza ed il cui raggio d’azione è attualmente oggetto di ulteriori indagini da parte della squadra mobile.
Sequestri e denunce Entrambi gli appartamenti, ovviamente, sono stati sottoposti a sequestro preventivo, al fine di evitare che i proprietari o intestatari dei contratti di affitto, terminato il blitz e allontanate le prostitute, provvedessero alla immediata sostituzione per la prosecuzione indisturbata dell’attività. La sorte delle due cinesi è la seguente: la sfruttatrice, M.Y., 41 anni, è stata denunciata in stato di libertà per sfruttamento della prostituzione, e sono in corso accertamenti per verificare quanti altri soggetti siano coinvolti nel giro di prostituzione. La giovane sfruttata, invece, giunta a Perugia da Milano la sera prima e sorpresa nella casa di prostituzione di Ponte San Giovanni, clandestina sul territorio nazionale, è stata immediatamente accompagnata al Cie di Roma Ponte Galeria per la successiva espulsione.
