
di Maurizio Troccoli
Una «Perugia complice» del business dell’eroina. Una città che ha negli anni ha «creato un indotto, fatto di silenzi e di una ragnatela di persone ed interessi attorno al mercato della droga». Questo è il quadro che emerge da una vera inchiesta giornalistica durata per mesi e curata da due inviati della trasmissione televisiva ‘Gli intoccabili’, Luca Lancise e Fabrizio Lazzaretti.
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Un quadro inquietante Un quadro inquietante che spesso in parte è sfuggito, come se non se ne abbia contezza della sua cifra e della sua entità, a chi vive questa realtà da vicino, a partire dai giornalisti. O forse – come emerge dall’inchiesta – volutamente sminuita da chi invece ruota intorno all’affare della «Capitale dell’eroina, con morti di overdose che superano di 5 volte la media europea». Così va in onda un racconto di Perugia che inquieta, una immagine di città fuori controllo, che si aggiunge all’immagine che ha fatto il giro del mondo di una città dove una studentessa straniera muore fagocitata dalle dinamiche di un mondo giovanile irrefrenabile, sfrenato e diabolico.
IL VIDEO: 160 CHILI DI MARIJUANA
La ragnatela Senza giudizio, ma anche senza censura, si prende coscienza di quanto profonda sia la ferita che attraversa la città a causa del dramma della droga. E di quanto complicato sia sciogliere i nodi di una ragnatela che coinvolge – come documentato – privati cittadini, commercialisti, avvocati, baristi, negozianti, agenzie immobiliari, ristoratori, medici, professionisti, a vario titolo, direttamente o indirettamente, volontariamente o involontariamente, complici di un sistema. Così dall’inchiesta che raggiunge l’altra sponda del Mediterraneo, facendo tappa a Tunisi, ci si rende conto che è noto a chi sta per attraversare il mare che, una volta giunti a Perugia è possibile «acquistare un contratto di lavoro alla cifra di 6mila euro e con quello poi prendere un permesso di soggiorno, aprire un conto in banca, affittare una casa» e avviare l’attività di spaccio in maniera apparentemente legale.
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Un meccanismo rodato Sarebbe già tutto pronto: il commercialista trova le aziende che assumono a tempo indeterminato in cambio di denaro, il pusher paga i contributi pensionistici oltre ai soldi elargiti per il contratto, per una somma di «circa 260 euro ogni tre mesi», la casa la si affitta in uno dei sottoscala delle abitazioni del centro storico (nonostante l’uso improprio e nonostante tutti ne siano a conoscenza) e in caso di arresto esiste una lunga e consolidata strategia legale, rodata fin nei minimi ingranaggi che garantisce una sorta di «impunità» agli autori dello spaccio. Così l’ha definita il procuratore antimafia Antonio Ingroia, ospite della trasmissione, quando, a proposito del fenomeno ha detto: «Mafia e corruzione sono due lati della stessa medaglia: la permeabilità di una società dove la corruzione è facile, parlo della corruzione dei privati che andrebbe invece punita», mentre oggi rimane impunita perchè apparentemente legale.
IL SUPERMARKET DELLO SPACCIO: GUARDA IL VIDEO
I particolari ad effetto Dall’inchiesta emergono particolari a effetto in una inchiesta televisiva che però sulla cronaca locale non emergono nella loro reale spettacolarità. Da un lato il ruolo degli avvocati: per alcuni complici del sistema, per altri semplici professionisti al servizio del cliente; dall’altro la figura dell’assaggiatore di eroina. Andiamo per ordine.
LA POLIZIA NELLE AREE CALDE DELLA CITTA: IL VIDEO
«Avvocati complici?» Mettiamo il caso più emblematico, quello cioè dell’arresto in flagranza di reato, ovvero l’agente che arresta lo spacciatore mentre vende la droga. A quel punto la partita legale non ha molto spazio per essere giocata. Non resta che patteggiare. Quindi l’avvocato perugino – abitudine questa illustrata da un legale noto in città, Daniela Paccoi – di fronte all’apparente compromesso tra l’imputato e lo stato, rilancia per ottenere di più. E cosa fa? Procede ad un ricorso in Cassazione contro il patteggiamento. «Ricorso fittizio», lo definisce e lo spiega lo stesso avvocato: ovvero un semplice modo per sospendere il procedimento giudiziario del cliente in modo che lo spacciatore può tranquillamente ritornare in piazza a vendere la droga. Ma c’è di più: se viene nuovamente arrestato, grazie al trucco giudiziario, non risulta pregiudicato e quindi si può riattivare nuovamente la strategia o procedura appena descritta. Che si puo ripetere anche più volte. E il vantaggio sarebbe per molti, stando alle parole di uno spacciatore che si è lasciato intervistare dai giornalisti e che sa bene che «ritornare nella piazza significa ritornare a guadagnare i soldi» aspetto non secondario per gli stessi avvocati. Ci sarebbe – emerge dall’inchiesta – persino qualche avvocato che si farebbe pagare migliaia di euro in anticipo da parte di chi sa di correre il rischio di essere arrestato così da assicurarsi l’adeguata assistenza legale. «Non mi è mai successo e non lo farei», risponde l’avvocato Paccoi.
GLI SCATTI DEL SEQUESTRO DI MARIJUANA
Il ruolo dell’assaggiatore Sembra emergere una nuova figura dall’indagine perugina che appartiene ormai a pieno titolo al mondo dello spaccio. E’ l’assaggiatore che garantisce la partita. Alcuni ne usano tre e non comprano la partita di droga se i propri assaggiatori non ne confermano il grado di qualità che ne garantisce la vendita sulle piazze. Tre perchè c’è chi è ‘specializzato’ per l’eroina da fumare, chi per quella da sniffare e chi, infine, per quella da iniettare. I giornalisti di La7 sono riusciti ad intervistarne una che conferma la validità della sua ‘consulenza’.
CONTROLLI E ARRESTI: LE FOTO DEL BLITZ DELLA POLIZIA
Eroina ai ragazzini Ma il dramma della droga a Perugia, oltre alla ramificazione e all’indotto produttivo presenta aspetti probabilmente più preoccupanti. Elena, di 19 anni viene intervistata dai due giornalisti e spiega: «Ho iniziato a 13 anni con l’eroina, insieme a una mia amica di 14 anni. Eravamo andate insieme da un amico che era in un casolare isolato. Lui ce l’ha offerta e noi l’abbiamo provata. Prima guai a nominarla l’eorina. Venivi subito etichettato come se fossi veramente un tossico. Oggi invece la situazione si è invertita. Io la uso perchè mi piace punto». Insomma l’inchiesta non fa che confermare un dato che da qualche mese è sbalzato alle cronache sull’aumento del consumo di eroina, sul ritorno della droga che uccide e che a Perugia ammazza per overdose «una settimana si e una settimana no», dice il conduttore.
I CLANDESTINI NASCOSTI NEL PORTABAGAGLI. LE FOTO
Magrebini: «Siamo di facciata» «Mi portavano anche 3mila euro a settimana», ha detto un giovane tunisino intervistato, di ritorno a Tunisi dopo avere spacciato in Italia fino al punto di costruirsi una bella casa e alcuni locali commerciali. «Siamo i primi ad essere individuati come bersagli – spiega – ma siamo di facciata. In realtà siamo l’ultimo anello di una grande catena. Noi siamo in realtà i muratori i manovali, dietro c’è l’ingegnere, l’architetto e tutte le altre figure che contano», continua nella sua testimonianza: «La droga a Tunisi? Stai scherzando non ci penso neanche. Anche solo a fumare hashish ti becchi un anno. L’eroina è già in Italia non la portiamo mica noi. Se non ci fosse non la potremmo smerciare. Un mio amico stava con una tossica, l’ha portata qui ed ora lei sta bene. Qui non c’è droga».
ACCOLTELLAMENTO IN VIA CAMPO DI MARTE: LE FOTO
I numeri dell’eroina E’ un mercato che frutta in Europa 20 miliardi di dollari, secondo quanto emerge dall’inchiesta di La7. La produzione di oppio nel 2011 è aumentata del 133%. Con 7 chili di oppio, si ottiene un chilo di eroina pura per 400 tonnellate annuali di produzione. I clan della Turchia fanno da ponte tra Afganistan e Europa. 90 tonnellate all’anno arrivano in Europa e solo 24 tonnellate vengono fermate dalle forze di polizia. In casa nostra il mercato all’ingrosso frutta tra i 25 e i 40 mila euro al chilo, lievitando di dieci volte rispetto all’origine. La domanda è di 18 tonnellate l’anno. Mentre i sequestri sono scesi da 945 chili a 760 nel 2011. Meno del 5% dell’eroina venduta in Italia viene sequestrata. Le due aree di ingresso sono la Puglia e il Veneto. Mentre Perugia è il crocevia dello spaccio anche per altre destinazioni italiane. I protagonisti del mercato all’ingrosso sono prevalentemente albanei e italiani. Sono circa mezzo milione i consumatori quotidiani e 2milioni e mezzo quelli saltuari, in Italia, dove arrivano 18 tonnellate di eroina l’anno.
IL VIDEO DOPO L’ACCOLTELLAMENTO IN ZONA STAZIONE
L’eroina a Perugia L’eroina che piace ai giovani «si fuma, si sniffa, è facile ottenerla e costa poco», commenta il conduttore Gianluigi Nuzzi. «La si trova ovunque – dice una consumatrice intervistata a Perugia – non è come nelle altre città che c’è il luogo dello spaccio. Qui la trovi in ogni angolo di strada. La gente ormai ci convive, passano girano la testa dall’altra parte e continuano a camminare come se nulla fosse». Secondo Marco Chiacchiera, il capo della squadra Mobile, le cui numerose operazioni sono state documentate da materiale video anche esclusivo, in città «sono una cinquantina gli spacciatori che hanno in mano una significativa fetta di mercato, ma c’è una altra grande fetta di mercato in mano a piccoli spacciatori che hanno costituito una importante manovalanza che però al momento rimane tale». Continua Chiacchiera fornendo le cifre: «Venti dosi al giorno per 500 spacciatori è mezzo chilo di eroina al giorno che viene consumata a Perugia». Mentre uno spacciatore dichiara di guadagnare in città «dai 25mila ai 30 mila euro al mese». Nel 2011 sono 28 i morti di overdose a Perugia, «i numeri di una guerra», commenta in tv il conduttore.
Il sindaco incalzato da Nuzzi Da prova di essere al corrente della drammaticità del caso, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, ospiete alla trasmissione. Lo sforzo affannato di salvare la città da una immagine che rischia di inghiottirla interamente non sempre è riuscito a causa del forte impatto mediatico delle immagini e della capacità catalizzatrice del racconto e dei suoi contenuti. «Non voglio scaricare responsabilità – dice Boccali, di fronte ad un dipinto a tinte fosche della città – come però voglio sottolineare che non rappresenta la realtà l’idea che tutti i perugini sono complici o che tutti gli avvocati favoriscono il sistema, o che tutti gli studenti sono tossici, oppure, infine, che tutti i giovani che si ritrovano in piazza alla fine sono consumatori di sostanze». Non nascondiamo il problema – dice il sindaco – ma facciamo i conti nei comuni nei quali la spesa per il sociale è stata tagliata a più riprese e dove le 50 telecamere di video sorveglianza sono state installate «con le nostre risorse, non con quelle del governo». «Non sono mancate – ha detto ancora Boccali – lettere agli ex ministri Maroni e Frattini, contatti con il ministro della Tunisia e accordi per la legalità con le forze dell’ordine». Nonostante Nuzzi ha detto di avere difficoltà a credergli (non sulla buona fede, dice ndr.) rispetto ai messaggi rassicuranti sulle politiche adottate, sottolineando la complicità di cittadini che «danno un rifugio sicuro agli spacciatori», chiedendone altresì conto sulle cifre dei fitti che sfuggono ai controlli, Boccali risponde: è da tenere conto «l’affinamento sviluppato che porta ad affittare a persone in regola che lasciano in uso gli appartamenti a persone che operano nell’illegalità. Purtroppo questa è una descrizione reale – dice ancora il sindaco – l’eroina da un indotto a Perugia come in altre città. Sul tema degli affitti noi abbiamo fatto una delibera che vieta la trasformazione dei locali a piano terra in abitazioni e nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica abbiamo avviato una serie di controlli, con il risultato di decine di ordinanze di chiusura e ripristino di locali abbandonati».
IL VIDEO: LA POLIZIA TRA IL DEGRADO NEI RIFUGI DELLA MICROCRIMINALITA’
Il risveglio della politica locale Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia di Perugia, vuole lanciare un appello affinché tutti siano presenti a difendere la sicurezza e l’immagine della nostra città e siano anche vicini al numero uno del Comune di Perugia che «non deve essere lasciato solo in questa difficile battaglia alla criminalità che detiene il potere nello spaccio degli stupefacenti». E mentre il sindaco annuncia per venerdì una conferenza stampa sul caso scatenato dalla trasmissione di La7, il parlamentare umbro del Pd Gianpiero Bocci ha reso noto di avere presentato oggi alla Camera un’interrogazione urgente al ministro dell”Interno, Annamaria Cancellieri, sulla drammatica situazione che vede la città di Perugia «al centro di intense attività di traffico e spaccio di stupefacenti e di riciclaggio di denaro sporco da parte della malavita. Due eventi – scrive Bocci in una sua nota – hanno riportato prepotentemente in primo piano il problema più volte denunciato dell’insostenibile situazione che vede in Perugia uno dei crocevia nazionali del traffico e dello spaccio di stupefacenti e del riciclaggio. Innanzitutto la relazione della Direzione nazionale antimafia, che, riportando le indagini svolte dalla Direzione distrettuale di Perugia parla di ‘particolare diffusività’ dell’attività di traffico internazionale e spaccio al minuto di sostanze stupefacenti ad opera di organizzazioni criminali composte quasi esclusivamente da soggetti stranieri» «Il secondo evento – prosegue il deputato umbro – è stato la scioccante trasmissione andata in onda ieri sera su La 7, che ha mostrato in tutta la sua devastante crudezza la realtà quotidiana dello spaccio e della malavita nel capoluogo umbro, con immagini che non hanno bisogno di commenti. In questo quadro si è evidenziato il difficilissimo lavoro delle forze dell’ordine, che rischiano quotidianamente la loro incolumità con mezzi e uomini insufficienti a far fronte ad un fenomeno di dimensioni ormai fuori controllo.Non c’è più tempo da perdere, l’allarme è stato ripetutamente lanciato sia dai parlamentari sia dalle istituzioni locali ed è arrivato il momento – continua il parlamentare del Pd – che lo Stato si assuma le sue responsabilità e faccia la sua parte»

La città certamente é complice….con questi comunisti che ci governano cosa ci si deve aspettare?????
Che schifo!!!!!!