Un'auto della polizia (foto archivio Fabrizi)

Due interventi nel giro di poche presso lo stesso appartamento nella zona di Monteluce per mettere al sicuro una donna umiliata e picchiata dal marito. Infatti una donna, di oltre vent’anni più giovane del marito, ha chiamato il 113 poco dopo l’ora di pranzo, chiedendo l’intervento della polizia poiché si trovava in pericolo. Agli uomini della volante ha detto di esser stata appena minacciata di morte dal proprio coniuge, che l’accusava di non avergli comprato le sigarette e di non avergli ancora riparato la TV, malfunzionante da qualche giorno.

Minacciata Gli agenti sono venuti a sapere che il 60enne accusa da tempo problemi psichici e sfoga di frequente la sua aggressività con la moglie, alla quale non vengono risparmiati insulti, minacce e percosse per i più futili motivi. Malgrado ciò, considerando la particolare condizione dell’uomo, hanno deciso di non intervenire in maniera pesante nei suoi confronti, anche perché lui aveva accettato di farsi subito visitare presso il locale reparto di psichiatria. Tuttavia, intorno alle 17, la signora ha richiamato il 113, segnalando che l’uomo era già rientrato in casa e la stava di nuovo insultando e minacciando pesantemente.

Chiusa a chiave Temendo il peggio, la donna si è chiusa a chiave nella stanza da letto, da cui è voluta uscire solo quando si è accorta che la volante era tornata. Terrorizzata da questo secondo episodio, ha spiegato agli agenti che da qualche mese il marito era diventato estremamente aggressivo e violento, sottoponendola alle peggiori umiliazioni, tra cui persino quella di orinare e defecare all’interno dell’appartamento per poi costringerla a ripulire tutto.

Denuncia Ha raccontato di aver recentemente denunciato il coniuge e di non sentirsi più sicura a casa sua. A questo punto, considerata la gravità della situazione, la Polizia ha proceduto all’arresto del 60enne per il reato di maltrattamenti in famiglia. L’uomo verrà processato per direttissima.

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