di Chia.Fa.
Resta in carcere il trentunenne originario di Bolzano accusato di aver sequestrato e violentato l’ex-fidanzata nell’appartamento di Bevagna in cui i due avevano convissuto fino a una settimana fa. Lo ha deciso martedì pomeriggio il gip Luca Semeraro durante l’udienza di convalida dell’arresto avvenuta nel carcere perugino di Capanne. Il giovane assistito dall’avvocato Tiziana Fusaro ha, però, contestato le accuse e, davanti al giudice e al pubblico ministero Massimo Casucci, avrebbe sostenuto una versione diversa da quella raccontata dall’ex-fidanzata.
Convalidato l’arresto Ma per il momento R.V., arrivato in Umbria 3 anni fa, resterà nel carcere di Capanne dove è detenuto dal 31 dicembre. Per lui le accuse sono pesantissime: sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni, rapina e detenzione di droga. Secondo quanto riferito dal legale, il giovane è in uno stato emotivo particolarmente critico, demoralizzato e scosso dalle accuse che gli sono state mosse. Sì, perché a quanto risulta l’altoatesino avrebbe fornito una propria versione dei fatti che differirebbe non poco da quella raccontata dall’ex-fidanzata, una ragazza 23enne anche lei originaria del nord Italia e anche lei arrivata a Foligno da qualche anno. Ma sul punto il legale del trentunenne si è stretto nel massimo riserbo.
I fatti A raccontare quanto successo il giorno dell’ultimo dell’anno nel piccolo appartamento di Bevagna è stata invece la giovane che, da poco più di una settimana, aveva deciso di interrompere il rapporto con il ragazzo. Era tornata nell’abitazione che condividevano per recuperare le proprie cose, ma una volta aperta la porta di casa si sarebbe trovata di fronte il giovane che, secondo la ricostruzione, l’avrebbe aggredita, picchiata, sottratto e rotto il cellulare e, nell’escalation di brutalità, violentata e segregata impedendole di fuggire.
Salvata dell’amica A dare l’allarme ai carabinieri di Bevagna è stata un’amica della ragazza che, preoccupata per le tante ore di assenza della ventitreenne, si è presentata davanti alla porta dell’abitazione chiedendo della giovane. La reazione del trentunenne sarebbe stata violentissima: prima l’avrebbe colpita al volto con un pugno e poi, anche a lei, avrebbe sottratto cellulare e chiavi della macchina. A quel punto la ragazza sarebbe riuscita a scappare a piedi dirigendosi vero la locale caserma dei carabinieri. Pochi minuti dopo il maresciallo dei carabinieri faceva scattare le manette ai polsi del ragazzo. La ragazza invece è stata trovata in stato di choc nella camera da letto e trasportata all’ospedale di Foligno dove i medici le hanno diagnosticato due costole rotte e trenta giorni di prognosi. Nell’appartamento del giovane sono stati rinvenuti anche 30 grammi di marijuana.

