di Fra. Mar.
L’aveva «colpita ripetutamente alla mano sinistra» con una pistola a salve che però era stata modificata e di fatto era diventata un’arma vera e propria. Il fatto era accaduto il 19 giugno dello scorso anno, e fortunatamente per la donna aggredita – una prostituta peruviana – erano intervenuti i militari della guardia di finanza in suo soccorso scongiurando altre violenze che avrebbero potuto verificarsi.
Patteggia Adesso quell’uomo, un albanese arrestato in flagranza, ha patteggiato una pena di 20 mesi di reclusione davanti al gup Lidia Brutti. L’istanza presentata dal suo avvocato Daniela Paccoi, ha ricevuto il parere positivo del pubblico ministero Paolo Abbritti.
Il complice sconosciuto L’albanese, in carcere da quel giorno perché durante i controlli i finanzieri avevano appurato che era destinatario di un ordine di carcerazione per una pena di due anni e mezzo, per reati contro la persona e contro il patrimonio, aveva aggredito la lucciola insieme ad un altro uomo, rimasto però sconosciuto . I finanzieri avevano trovato la pistola, originariamente marca Ekol, trasformata in comune arma da sparo con la sostituzione della canna.
