Controlli dopo uno sbarco

di En.Ber. e D.B.

Circa quaranta stranieri, provenienti dall’area subsahariana, hanno protestato stamani dinanzi alla questura di Perugia poiché non viene riconosciuto loro il diritto d’asilo politico. Giovani provenienti dalla Costa d’Avorio, Mali e Senegal, hanno anche esposto cartelli contro l’Arci che recentemente ha proposto di elargire buoni spesa anziché soldi in contanti per mangiare. La protesta, pacifica, è durata dalle 10 a mezzogiorno: è intervenuto un funzionario dell’ufficio immigrazione ed un responsabile dell’Arci che hanno avuto un confronto con una delegazione di manifestanti.

Protezione internazionale I richiedenti asilo – si è appreso – si sono mobilitati in quanto in molti casi non viene loro garantito, da parte delle Commissioni territoriali del ministero dell’Interno, il riconoscimento della protezione internazionale. Spiega Barbara Pilati, una delle coordinatrici del progetto di accoglienza dell’Arci: «Comprendiamo il disagio espresso dai manifestanti ma non abbiamo alcun titolo né responsabilità in quanto si tratta di decisioni autonome della Commissione territoriale rispetto alla quale non abbiamo alcuna voce in capitolo. In questo caso il disagio dei manifestanti è il disagio di tutti. Le scelte della Commissione sono comunque svincolate da qualsiasi volontà dell’associazione. Riguardo all’erogazione dei buoni, invece, la proposta era stata avanzata per rendere più snella la gestione finanziaria e limitare l’eventuale uso improprio di risorse destinate ai soli fini dell’acquisto di beni di primaria necessità. E’ comunque significativo il dato secondo cui su circa 1.800 ospiti dei progetti di accoglienza emergenziale di Arci solidarietà – conclude la Pilati – solo una quarantina abbia scelto questo modo di protestare per esprimere il loro dissenso».

Ln: costano 1.150 euro, ai terremotati 200 euro al mese Attraverso un comunicato stampa il capogruppo della Lega Nord, Emanuele Fiorini, ha spiegato: «Stamani a Pian di Massiano un gruppo di immigrati ha protestato per avere contanti in mano in cambio dei buoni pasto. Vogliamo ricordare a queste persone che loro sono soltanto ospiti in Italia e che, secondo le stime del Ministero dell’Interno, lo status di profugo viene riconosciuto solamente al 6 per cento di coloro che ne fanno richiesta. Ogni immigrato in attesa delle pratiche burocratiche di riconoscimento e i vari ricorsi – aggiunge il consigliere regionale – ci costa 1.150 euro al mese. Numeri che ci fanno arrabbiare e non poco, considerando che il Governo, per ogni terremotato, ha stanziato solo 200 euro al mese per ogni componente familiare, fino ad un massimo di tre componenti. Se gli immigrati di Perugia non sono soddisfatti del ‘servizio’ che gli viene offerto possono tranquillamente ritornarsene da dove sono venuti. Non saremo certo noi a trattenerli. Invito il ministro Alfano e il presidente Renzi – conclude – a rivalutare certe politiche, che non fanno altro che alimentare il business dell’immigrazione».

*Una cooperativa legata ad Arci è la società editrice della testata giornalistica Umbria24

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One reply on “Perugia, 40 migranti protestano sotto la questura contro il diritto d’asilo negato e i buoni spesa”

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