di Francesca Marruco

Lui dice che non l’ha violentata, ma che al contrario, era lei che voleva assolutamente avere un rapporto con lui. E’ stata questa la difesa di P.F.C. , il 27enne rumeno arrestato dai carabinieri mercoledì pomeriggio perché ritenuto responsabile di aver violentato una ragazza moldava di 29 anni domenica scorsa in un appartamento di Perugia.

Resta in carcere Ma la sua versione non deve aver convinto più di tanto il gip Luca Semeraro,  che nel pomeriggio ha convalidato il fermo disposto dal sostituto procuratore Gemma MIliani e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per lui.

Nessuno stupro Assistito dal suo avvocato Serena Brachetti, il giovane, davanti al giudice, ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con la 29enne moldava che lo ha denunciato, ma ha detto che anche lei voleva avere un rapporto con lui. Che dunque era consenziente.

La vendetta E dopo il rapporto, questa sembrerebbe la versione, la ragazza avrebbe deciso di dire di essere stata violentata perché si sarebbe resa conto di non poter avere una relazione con lui, visto che ha una compagna e un figlio piccolo.

La fuga? Ma allora, viene da chiedersi, come mai sarebbe scappato da Perugia pochi minuti dopo il fatto? Il giovane ha spiegato anche questo: al giudice ha detto che una volta uscito dall’appartamento in cui aveva avuto un rapporto con la giovane è andato verso casa sua. Visto che vive vicino casa della ragazza, quando ha visto ambulanza e carabinieri, questa  la sua versione, avrebbe capito che li aveva chiamati lei. Per questo sarebbe scappato.

Paura dei famigliari? Poi è rientrato, sempre la sua versione, quando i suoi famigliari gli hanno detto che i carabinieri lo stavano cercando. Come i famigliari della ragazza che ha denunciato la violenza. Che probabilmente devono aver avuto il loro peso specifico nella decisione di costituirsi. Il giovane ha anche sottolineato come non sia vero che i vicini hanno chiamato il 112 perché hanno sentito la ragazza urlare, ma di averlo fatto solo dopo che lei è andata a dirglielo a casa loro. Troppo tempo dopo per il presunto stupratore.

I vicini Ma quando la ragazza è arrivata da questi vicini era sconvolta e piangeva. E fortunatamente non aveva grosse lesioni, come invece è successo alla studentessa ventenne, ma aveva delle ecchimosi sulle braccia. Tipici segni da costrizione. L’avvocato Serena Brachetti, che difende il giovane, ha già annunciato il ricorso al tribunale del Riesame.