di Francesca Marruco
Video hard e circa diecimila fotografie pedopornografiche. E’ quanto i carabinieri avevano trovato nel computer di un dipendente pubblico di Perugia di 40 anni adesso condannato alla pena di due anni e mezzo di reclusione. La condanna è stata emessa dopo una camera di consiglio martedì mattina dal collegio presieduto dal giudice Noviello, a latere Volpe e Cataldo.
In aula Il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini aveva chiesto per lui una condanna ad una pena di un anno e otto mesi. Invece il collegio gli ha inflitto una pena anche più alta condannandolo per detenzione di materiale pedopornografico, e assolvendolo dall’accusa di divulgazione di materiale pedopornografico perché il fatto non sussiste. I fatti per cui martedì è arrivata questa sentenza risalgono al 2005, e per questo, entro un mese, sarà tutto prescritto.
L’inchiesta Nel 2005 la procura di Pistoia coordinò un’inchiesta a livello nazionale e furono i carabinieri di Firenze e Roma a svolgere tutta una serie di perquisizioni e sequestri in mezza Italia. La storia giudiziaria dell’uomo poi è stata scritta a Perugia perché la sua posizione venne stralciata dal fascicolo principale.
La difesa Gli avvocati che difendono l’uomo, David Brunelli e Alessandro Scarongella, hanno evidenziato molto la mancanza di dolo nella condotta del loro assistito. Secondo la difesa insomma, quelle fotografie pedopornografiche erano finite in quel computer per sbaglio. Perché l’uomo, non si era reso conto di cosa stesse scaricando dal web. Ma almeno a questa parte della storia, i giudici non hanno creduto, condannandolo, anche se con la prescrizione dietro l’angolo.
