Il Santa Maria della Misericordia

di Ivano Porfiri

Hanno corso un serio rischio ma ora per i tre gemellini nati venerdì mattina a Città di Castello c’è un «cauto ottimismo». Un serio rischio per la distanza tra l’ospedale di Città di Castello, non attrezzato del reparto di terapia intensiva neonatale, e il Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove i medici si sono immediatamente gettati a capofitto per salvare loro la vita.

Condizioni stazionarie Sono stazionarie le condizioni dei tre gemellini ricoverati d’urgenza presso la Struttura Semplice Dipartimentale Utin (Unità di terapia intensiva neoanatale) del Santa Maria della Misericordia. «I tre neonati, di cui due maschietti ed una femminuccia, sono stabili – ha dichiarato la responsabile del Servizio, prof. Patrizia Bragetti -.Vengono costantemente monitorati, ed abbiamo già parlato più volte con i familiari, ed il papà, tranquillizzandoli».

Presto la mamma accanto La madre si trova ancora ricoverata, dopo il parto avvenuto mediante taglio cesareo in condizioni di urgenza, presso l’ospedale di Città di Castello, e dopo le sue dimissioni, che dovrebbero avvenire ad inizio della prossima settimana, anche lei potrà visitare i tre gemelli.

La femminuccia sta meglio Dei tre neonati, il cui peso oscilla dai 1.400 ai 1.200 grammi, la femminuccia è quella che si trovava nelle migliori condizioni. Uno dei due maschietti, in particolare, ha avuto una sofferenza. C’è tra i sanitari, tuttavia, c’è un «cauto ottimismo».

Necessari centri di terzo livello «Le grandi gemellarità (superiori ai due gemelli) sono in aumento anche a causa delle procreazioni medicalmente assistite – ha dichiarato il dottor Giuseppe Affronti, coordinatore dell’area Ostetrico-ginecologica del S.Maria della Misercordia -. Tali gravidanze sono ad alto rischio, sia per complicanze materne pre e post partum, sia per la quasi costante prematurità. Quando è possibile si preferisce  il trasporto dei feti in utero predisponendo il parto in centri di terzo livello, cioè provvisti di unità di terapia intensiva neonatale. Quando invece insorgono situazioni di emergenza/urgenza,  si ricorre come  in questo caso al trasporto dei neonati post partum in centri idonei».

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