di Fra.Mar.
E’ stato condannato a otto mesi di reclusione per lesioni personali e minacce. A portarlo in tribunale davanti a un giudice era stata l’ex fidanzata che era stata perseguitata da quell’uomo di origini napoletane che non voleva accettare la fine della loro relazione. Una volta di pomeriggio lui l’aveva seguita fuori dal lavoro, le aveva bloccato la strada con la sua auto e l’aveva presa a pugni in faccia. Perché non voleva stare più con lui. Al giudice Albani che poi ha condannato l’uomo, la donna, parte civile con gli avvocati Marco Brusco e Giuseppe De Lio, aveva raccontato anche di tutte le telefonate e i messaggini minacciosi e ingiuriosi che l’ex le aveva mandato dopo la fine della loro storia.
La persecuzione I fatti sono accaduti nel 2005. La vittima aveva raccontato di essere stata insieme all’uomo condannato, T.R., per tre anni, al termine dei quali lo aveva lasciato anche per il suo carattere irascibile. Lui, l’aveva cercata promettendo di cambiare. La donna però in quel periodo stava andando in Colombia quindi aveva rimandato la decisione al rientro. In quasi due mesi di permanenza in Colombia l’ex, l’aveva perseguitata telefonicamente chiamandola a tutte le ore del giorno e della notte. La donna era arrivata ad evitare di rispondere anche alle chiamate con il mittente sconosciuto temendo che fosse lui. Gli aveva detto che non voleva più sentirlo né avere a che fare con lui dopo le offese e le minacce.
Messaggi e chiamate anche in Italia Al rientro in Italia le cose non erano migliorate, anzi erano riprese le telefonate e i messaggi a tutte le ore. A volte con toni pacati per chiederle di tornare insieme. Altre con toni violenti e offensivi. Dai due giorni precedenti all’aggressione aveva preso a seguirla e ad aspettarla fuori dal suo luogo di lavoro. Lei aveva fatto anche delle strade inusuali per andare a fare la spesa, sperando di non essere seguita. Ma quel pomeriggio lui l’aveva seguita, le aveva bloccato la strada con la sua Mercedes sulla strada di Ponte Felcino, aveva aperto la portiera della Ford Galaxy della donna e insultandola perché non rispondeva al telefono le aveva sferrato un pugno in piena faccia. Lei aveva cercato aiuto in dei passanti, ma lui l’aveva trascinata verso la Mercedes e aveva continuato a prenderla a pugni in faccia. Finché la donna non era riuscita a fuggire in un vicino supermercato e chiamare aiuto. La polizia l’aveva accompagnata in ospedale e aveva raccolto la sua denuncia. La donna verrà risarcita in sede di procedimento civile. Però il giudice le ha dato ragione. A lei e alla linea dei suoi due legali. L’uomo era invece difeso dall’avvocato Debora Colantoni.

