Roberto Spaccino il giorno dell'arresto (Foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta 

Primi permessi premio per Roberto Spaccino che ha trascorso la Pasquetta fuori dal carcere di Terni dove è detenuto per l’omicidio della moglie Barbara Cicioni, uccisa all’ottavo mese di gravidanza. Per il delitto della 33enne, madre di due figli, avvenuto la sera del 24 maggio 2007 nella villetta di Compignano, frazione di Marsciano, Spaccino è stato condannato all’ergastolo. 

Quindici anni Il femminicidio sconvolse la nostra regione. Secondo le sentenze Barbara venne uccisa mentre gli altri due bambini dormivano nella cameretta a fianco. All’epoca Spaccino aveva 37 anni. Ora ne ha 53 e dopo oltre 15 anni trascorsi dietro le sbarre solo da poco ha iniziato a usufruire dei primi permessi premio, durante i quali ha potuto incontrare i propri familiari, fare brevi passeggiate oppure pranzare al ristorante con il fratello e gli anziani genitori. Si è anche recato in chiesa per una preghiera.

Permessi premio Tecnicamente le istanze possono essere avanzate dopo dieci anni di detenzione. Le prime richieste di Roberto Spaccino per uscire dal carcere risalgono al 2019 ma la prima è stata accolta soltanto nell’estate 2022, più precisamente a giugno. 

Pranzo al ristorante coi parenti Nel giugno 2022 Roberto Spaccino è quindi uscito per la prima volta dal carcere, per poche ore, senza peraltro neppure potersi allontanare da Terni. In quella circostanza il fratello è andato ad attenderlo davanti al cancellone di Vocabolo Sabbione: insieme hanno fatto una passeggiata in città, prima del pranzo con gli anziani genitori in una trattoria. In quella giornata di libertà Roberto si è voluto anche recare in chiesa per una preghiera, rientrando nell’istituto penitenziario perfino con un’ora di anticipo rispetto all’orario previsto. 

La vita dietro le sbarre Per assaporare nuovamente uno scampolo di libertà, però, Roberto Spaccino ha dovuto attendere la Pasqua 2023 in quanto la Procura di Spoleto si è opposta al secondo permesso premio richiesto per agosto: la pratica è rimasta bloccata alcuni mesi finché il tribunale di sorveglianza di Perugia non ha rigettato il reclamo del pm. E così, Roberto, solo lunghe settimane più tardi ha di nuovo messo il naso fuori dal carcere, dove impegna il suo tempo lavorando in lavanderia oppure, come sta facendo in quest’ultimo periodo, prestando servizio da ‘spesino’ ossia consegnando la spesa agli altri detenuti. 

Pasquetta con i familiari Come detto l’ultimo permesso è stato concesso di recente e gli ha consentito di uscire dalla cella lunedì e martedì. A Pasquetta era insieme ad alcuni familiari, un nucleo molto ristretto di persone. Dicono sia volutamente rimasto lontano da Compignano.

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