di Fa.To.
Ogni sera le andavano a prendere a Terni, con la navetta. Destinazione un night di San Giovanni Reatino. Qui le facevano prostituire con tanto di tariffario: cento euro per una prestazione completa. Le escort, una ventina di ragazze provenienti da Russia, Romania, Repubblica Dominicana e Venezuela – tutte residenti a Terni – salivano sul mezzo senza fare un fiato. Sapevano dove le avrebbe condotte e cosa avrebbero dovuto fare. A mettere fine alla ‘spola del sesso’ fra l’Umbria e la Sabina sono stati i carabinieri di Rieti, con l’operazione denominata “express escort”.
Express escort Gli arresti domiciliari, con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, sono scattati per Luciano O. (58 enne di Rieti, soprannominato “zio”), Juana R.A. (detta “Luana”, cittadina dominicana residente a Terni) e Cesare L. (47 enne reatino, noto come “il cinese”). Secondo gli inquirenti, il night copriva un giro di prostituzione che vedeva coinvolte le giovani escort residenti a Terni. Era proprio lo “zio” che all’arrivo dei potenziali clienti illustrava le modalità di consumazione dei rapporti sessuali e le relative tariffe. “Luana” invece, oltre a occuparsi formalmente della gestione del bar, era la maitresse che dirigeva la “scuderia” delle squillo: era lei a selezionarle, a indottrinarle e anche a riprenderle severamente quando non si attenevano alle disposizioni impartite. “Il cinese” aveva, invece, sia il compito di procacciare i clienti, sia quello di assicurare il “servizio navetta” da Terni a Rieti delle entraineuse.
Il tariffario Questo il “tariffario” del locale: 30 euro per colloquiare con la ragazza, 60 per consumare rapporti sessuali non completi nei privè, 100 per un rapporto completo in due stanze autonome e attigue al locale, arredate con letto matrimoniale e con la disponibilità di un piccolo bagno.
Anche a pagamento Quando, dopo circa tre mesi, lo “zio” è stato costretto a chiudere il locale per mancanza delle relative autorizzazioni, i tre non si sono persi d’animo e hanno riconvertito l’attività mettendo su un giro di prostituzione a domicilio, con una sorta di call center che raccoglieva le richieste e con le prostitute accompagnate direttamente a casa dei clienti. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno identificato una trentina di clienti (quasi tutti piccoli imprenditori della provincia di Rieti, ma anche della capitale). Interrogati, hanno tutti confermato la consumazione di rapporti sessuali a pagamento con le modalità emerse. Le indagini si sono avvalse anche delle dichiarazioni di una delle prostitute: una romena cacciata dal night da “Luana” poiché si sarebbe permessa di incontrare un cliente all’insaputa dei gestori.

