Sono tornate sabato le 210 persone della diocesi di Spoleto-Norcia che hanno compiuto il pellegrinaggio in Terra Santa insieme all’arcivescovo Renato Boccardo. Tra loro giovani, famiglie, seminaristi, persone anziane e di mezza età che hanno osservato, ascoltato, meditato e penetrato il significato profondo e misterioso della morte e della risurrezione del Figlio di Dio.
Il pellegrinaggio in Terra Santa I fedeli hanno toccato con mano il quadro del soggiorno di Cristo in mezzo agli uomini: i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, «tutto ciò insomma – come disse il beato Paolo VI nel suo viaggio in Terra Santa del 1964 – di cui Gesù si servì per manifestarsi al mondo». I pellegrini, in Israele e Palestina, sono stati suddivisi in quattro gruppi: ognuno ha avuto una guida (un francescano minore della Custodia di Terra Santa), un assistente spirituale (un sacerdote diocesano) e un referente logistico (i ragazzi della pastorale giovanile diocesana). Ogni giornata si è aperta e chiusa con la preghiera del mattino e della sera, ha trovato il suo apice nella celebrazione Eucaristica e la Parola è stata la vera bussola per i 210 pellegrini.
Monsignor Boccardo «Accompagnare una rappresentanza così significativa della Chiesa che mi è stata affidata in Terra Santa – afferma l’arcivescovo Boccardo – è stata una grande emozione e una grande responsabilità. Entrando nell’edicola del Santo Sepolcro ho deposto sulla pietra della resurrezione di Gesù tutte le persone della nostra Diocesi, in particolare quelle che soffrono, quelle che devono affrontare questo momento difficile di crisi economica, tutte le sofferenze conosciute o nascoste di tante persone che, direttamente o indirettamente, si sono affidate alle nostre preghiere. Confido – prosegue il Presule – che questo pellegrinaggio rinnovi non soltanto nei pellegrini, ma per mezzo loro in tutti i fedeli della nostra chiesa di Spoleto-Norcia, un’adesione generosa e gioiosa al Signore Gesù, in modo tale che la vita cristiana nel pellegrinaggio quotidiano possa essere feconda e piena di frutti».
Spiritualità e senso di comunità L’ultima sera di permanenza in Terra Santa, venerdì 17 ottobre, subito dopo la cena, monsignor Boccardo ha radunato i pellegrini per raccogliere le loro impressioni. In molti hanno preso la parola. Alcuni hanno sottolineato le forti emozioni vissute e non descrivibili a parole, altri il clima di comunità creatosi tra persone che non si conoscevano, altri ancora la bellezza della preghiera intensa e corale. I giovani del pellegrinaggio hanno ringraziato l’arcivescovo per aver organizzato questo percorso di fede sui luoghi di Gesù (un lungo applauso si è levato nella sala, ndr) e gli hanno donato – a nome di tutti – una bellissima icone raffigurante la Madonna in trono con Bambino, acquistata a Gerusalemme.
