di Francesca Marruco

C’è anche un dipendente poco più che trentenne della provincia di Perugia a finire indagato nell’ambito nella maxi operazione di contrasto alla pedopornografia messa in campo dalla procura di Firenze. L’uomo, nella cui abitazione i poliziotti del compartimento di polizia postale di Perugia diretta dal vice questore Anna Lisa Lillini, hanno trovato centinaia di file in cui bambini venivano utilizzati per atti sessuali è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

File in casa In casa, sia nel pc che in alcuni hard disk, aveva materiale inequivocabile. Si tratta di un giovane uomo, non sposato, che vive da solo. In tutto, nella penisola, sono state 29 le perquisizioni eseguite in varie regioni tra cui l’Umbria. I poliziotti sono arrivati a loro monitorando particolari programmi di condivisione, con cui questi uomini si scambiavano foto e video raccapriccianti.

In manette Nell’ambito della stessa indagine, sono state anche arrestate quattro persone in flagranza in flagranza di reato perché trovate in possesso di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico. In manette un uomo di 54 anni, residente in provincia di Torino, trovato in possesso di un numero impressionante di file: 700.000 immagini e 5.000 video. In carcere anche un uomo di 36 anni residente in provincia di Cosenza, trovato con oltre 1.000 file, un settantanovenne di Lecco, con 3.000 immagini e 230 video pedopornografici e un trentottenne di Roma, a cui sono stati sequestrati 700.000 immagini e 5.000 video.

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