Cinque anni e quattro mesi di reclusione e interdizione dai pubblici uffici, dalla tutela e curatela e da qualunque incarico in scuole e strutture pubbliche frequentate da minori. È la sentenza per violenza sessuale a danno di minore pronunciata nei confronti di un sessantacinquenne insegnante di musica di Paciano, come riportato da Prima Pagina dell’8 agosto 2011.
La sentenza La condanna di primo grado, al termine del rito abbreviato, è stata emessa dal tribunale di Orvieto l’11 luglio dal giudice Gianluca Forlani che ha altresì condannato l’imputato al pagamento a favore delle parti civili costituite e della parte offesa la somma complessiva di 50mila euro a titolo di provvisionale. Protagonista della storia un sessantacinquenne molto noto in paese che avrebbe molestato una bambina di circa dieci anni e che da qualche mese è agli arresti domiciliari. L’uomo era da molto tempo il direttore della banda musicale del paese.
I particolari Teneva anche lezioni di musica, sopratutto rivolte a bambini e ragazzi. Proprio durante lo svolgimento di queste lezioni nei locali della sede della banda, l’uomo avrebbe fatto le sue avances alla bimba.I fatti risalgono al giugno del 2010, quando una bambina di circa dieci anni d’età racconta prima alla nonna poi ai propri genitori, quanto le sta accadendo durante le ore di insegnamento musicale. Quelle attenzioni da parte del maestro la mettono a disagio, la impauriscono e non hanno nulla a che fare con spartiti e note musicali.
“Perché il maestro mi tocca?” I genitori avvertono i carabinieri e le indagini partono immediatamente. Intercettazioni, pedinamenti, ricerca di altre possibili vittime estese a tutto il territorio. Dopo alcuni mesi di questo lavoro investigativo, nel dicembre del 2010, l’anziano insegnante viene posto agli arresti domiciliari. La storia irruppe tra le quiete vie del borgo come un’autentica bomba. Il fatto sconvolse non solo l’intera comunità di Paciano, abituata da sempre a ben altri stili di vita, ma tutta la collettività del territorio lacustre. Stupore, sgomento, indignazione, questi i sentimenti che ancora oggi a distanza di molti mesi, si possono cogliere girando per le vie contorte, medievali, del centro storico.
Il passato Dopo la denuncia da parte dei genitori della bimba – secondo cui l’uomo avrebbe tentato di abusare della piccola proprio durante una delle lezioni di musica, senza comunque riuscire nel suo intento – che fece scattare subito le indagini che sfociarono pochi mesi dopo nell’arresto del musicista, gli inquirenti hanno cominciato a setacciare il passato dell’ uomo. L ’ obiettivo era quello di capire se negli anni addietro si potessero celare altri episodi della stessa natura. O se, addirittura, potessero esserci anche altri complici. L’epilogo è una sentenza a 5 anni e 4 mesi

