I carabinieri illustrano l'operazione

di Fabio Toni

«È arrivato il vino buono e c’è anche una porchetta speciale». Usavano termini gastronomici per parlare al telefono sempre della stessa cosa: droga, eroina soprattutto, ma anche cocaina, hashish e marijuana. I carabinieri di Orvieto e gli agenti del commissariato della città della Rupe hanno portato a conclusione l’operazione Joint 2013 con l’arresto di 11 persone di età compresa fra i 23 e i 50 anni (8 italiani, un nigeriano, un tanzaniano e una badante rumena) e il sequestro di un bar di Orvieto. Documentate oltre 500 cessioni di stupefacenti fra il 2007 e il 2013.

Undici in manette Al termine dell’indagine coordinata dal procuratore capo Francesco Novarese, i carabinieri della compagnia di Orvieto, insieme agli agenti del commissariato di polizia, hanno eseguito a Orvieto, Roma, Perugia, Viterbo e Como undici ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Orvieto Claudio Baglioni su richiesta della pm Chiara Capezzuto. Dieci gli arresti compiuti fra sabato e domenica (sei in carcere e quattro ai domiciliari) per il reato di ‘spaccio continuato ed aggravato in concorso di sostanze stupefacenti’. A questi si aggiunge a quello in flagranza di un pregiudicato romano di 39 anni, definito dagli inquirenti ‘grossista della droga’.

Joint 2013 L’indagine Joint 2013 è partita nel mese di novembre del 2012 dai militari della compagnia di Orvieto, sotto il coordinamento della procura della Repubblica, ma ha subito una forte accelerazione dopo il decesso per overdose di Daniele Cavalloro avvenuto il 17 marzo scorso, portando, il 16 maggio, all’arresto su ordine di custodia cautelare di 3 persone, due delle quali sono destinatarie della nuova ordinanza di custodia cautelare. Nel corso dell’intera operazione i militari hanno accertato oltre 500 episodi di cessioni illecite di sostanze stupefacenti come cocaina, eroina, hashish e marjiuana, poste in essere dagli indagati, in varie circostanze, dal 2007 al mese di giugno 2013, a Orvieto, Roma e comuni limitrofi. Contestualmente agli arresti, 24 persone sono state segnalate alla prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.

Arresto in flagranza Nei mesi scorsi in manette in flagranza era finito un un 39enne romano nella cui abitazione, durante la perquisizione domiciliare erano stati rinvenuti e sequestrati: 20 grammi di cocaina, un etto di hashish, 4 bilance elettroniche di precisione, materiale vario idoneo al taglio e al confezionamento delle dosi, 7.900 euro in contanti, 2 assegni bancari in bianco, 12 cartucce cal. 7,62, 1 cartuccia cal. 9 ‘parabellum’.

Il bar dello spaccio Cruciale viene ritenuta la chiusura di un bar in corso Cavour, nel centro storico di Orvieto, considerato luogo di consumo e spaccio. Fra gli arrestati c’è anche il titolare dell’esercizio. Da lì passava un importante crocevia da cui si è partiti per indagare su diversi soggetti che lo frequentavano. Gli inquirenti li hanno seguiti, pedinati, intercettati. Le indagini, basate sull’esecuzione di circa 500 ore di pedinamenti, 300 ore di osservazioni con una media di due pattuglie ogni giorno, hanno fatto emergere che molti dei soggetti coinvolti solitamente facevano anche uso di stupefacenti, di vario genere.

«Operazione importante» Il comandante provinciale dei carabinieri di Terni Giuseppe Alverone, unitamente al tenente Mario Millo e al luogotenente Marco Fabbretti della compagnia di Orvieto, hanno sottolineato il valore dell’0perazione che ha permesso di «debellare un ramo importante di approvvigionamento di sostanze stupefacenti dell’orvietano. L’attività – hanno aggiunto – ha confermato la capillare gestione dei traffici illeciti di stupefacenti e l’impegno delle istituzioni nel debellare questa piaga sociale».