di Chiara Fabrizi
C’è tensione in Vus spa. E pure parecchia. Stavolta, però, a sbattere i pugni non è la classe politica dell’Area vasta, ma i 251 addetti all’igiene urbana, più 25 interinali, che, venerdì, hanno proclamato lo «stato di agitazione» preparandosi, questa la sveglia degli operai Vus, a «qualsiasi iniziativa», sciopero compreso. Anche perché tra la discarica di Sant’Orsola in esaurimento e il bivio per la gestione dei rifiuti che, proroga triennale a parte, prima o poi si parerà davanti ai 22 sindaci, la paura di vedersi sfuggire di mano il futuro del comparto e, quindi, del proprio posto di lavoro, è forte. Specie per tutti quelli legati alla spa pubblica da un contratto a tempo determinato, una ventina, o addirittura interinale.
«Giù la mani da sicurezza, esternalizzazioni» La lunga sequenza di domande degli operai Vus, ancora senza risposta, sintetizza l’incertezza istituzionale e manageriale che regna intorno alla gestione dell’igiene urbana dei 160mila umbri che risiedono tra Spoleto e Foligno. L’ingresso di un privato, altri tre anni di gestione in house con modalità tutte da chiarire, la Valnerina, Giano dell’Umbria e Gualdo che a stretto giro faranno ritirare la spazzatura a Vus e l’aumento dei costi di conferimento (i rifiuti dovranno essere portati a Borgo Giglione), sono temi che allertano le maestranze Vus. «Chi pagherà questo stato di cose? Si pensa di ritoccare sensibilmente il costo del lavoro anche a discapito della sicurezza? O, peggio, esternalizzare pezzi del servizio a società terze determinando un ingiustificato dumping contrattuale?»
«Assumete per potenziare la differenziata» E poi c’è la raccolta differenziata da aumentare. Un traguardo da raggiungere in tempi rapidi, sempre che si voglia scongiurare qualche pesante sanzione. E, in questo senso, i lavoratori chiedono: «Come si intende raggiungere l’obiettivo della differenziata senza nuove assunzioni? Caricando i lavoratori con ore di lavoro straordinario così come è stato fatto fino ad oggi?». Domande a cui, a quanto pare, né le istituzioni, vale a dire i 22 Comuni soci, né tanto meno il Consiglio di amministrazione (cda) Vus, espressione dell politica dell’Area vasta, hanno saputo, o peggio voluto, fornire risposte.
«I sindaci chiariscano la situazione» Tant’è che nella nota stampa sottoscritta compattamente dalle tre sigle sindacali si legge: «Se il Cda non è in condizione di rispondere, che siano i proprietari dell’azienda (i 22 Comuni) a chiarire senza retorica la situazione». L’occasione la forniranno i consigli comunali dei due soci più importanti, Spoleo e Foligno, che nelle prossime convocazioni si troveranno a fronteggiare una nutrita delegazione di operai Vus in attesa di conoscere cosa la politica intende fare di una delle realtà occupazionali più importanti del territorio.
Lunedì l’assemblea dell’Ati3 Nel frattempo è stata fissata per lunedì l’assemblea dei sindaci dell’Ati3, sempre i 22 Comuni che si allungano tra Spoleto, Foligno e Valnerina. Al primo punto dell’ordine del giorno della convocazione c’è, niente di meno, che «la discussione per l’affidamento in house dei rifiuti».


faranno come con i letturisti tutti a casa senza stipendio e addio vita addio bollette addio affitto addio. sgombrare i letturisti per assumerne altri senza esperienza!!!
viva il precariato il posto fisso è monotono!!1
fa R I D E R E la presa di posizione delle sigle sindacali.
276 netturbini valgono piu di 15 letturisti a spasso. i primi sono operai-persone da rispettare, gli altri operai-schiavi da cacciare dall’azienda.
10 anni di precariato da letturisti in un azienda pubblica non vi sono bastati!!!! li avete cacciati per far posto ad altra manodopera con la scusa dell’appalto!!!!!!!!!! vergogna!!!
domanda: che fine hanno fatto i letturisti?
i letturisti-operai sono stati “sgombrati” dall’azienda. oggi si dice così per le ex maestranze licenziate: “sgombrati”, come se fossero inquilini abusivi o morosi sbattuti fuori di casa.