La casa dell'omicidio ( foto C. Fabrizi)

di C.F.

«Chiedo silenzio». Poche, pochissime le parole pronunciate da don Canzio Scarabottini nell’omelia per le esequie di Umberto Roscini e Lino Monteverde, i tristi protagonisti del dramma familiare consumatosi domenica scorsa nella villetta bifamiliare di via Blasioli nella periferia di Spoleto.

Poche parole «Silenzio e rispetto sono queste le uniche cose che invoco» ha affermato dal pulpito don Canzio, parroco di San Giovanni di Baiano, frazione dove suocero e genero risiedevano da tempo. Poche parole pronunciate dall’altare della chiesa del Sacro Cuore dove i familiari hanno scelto di celebrare il rito. Un rito unico come la moglie e i figli di Lino hanno preferito di fare.

Feretri vicini I feretri di Umberto e Lino erano vicini, uno accanto all’altro, davanti all’altare per l’ultimo abbraccio. Quello che parenti, amici e conoscenti hanno voluto dargli sabato mattina, mostrando quello stesso rispetto invocato dal parroco durante l’omelia. Al termine delle esequie i due feretri sono stati tumulati nel cimitero di San Sabino.

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