di Francesca Marruco

La pistola usata per uccidere Luca Rosi

Erano avvolte in un panno e nascoste dentro la cavità di un albero le due pistole ritrovate martedì pomeriggioin un bosco a pochi metri dal punto in cui i rapinatori assassini di Luca Rosi avevano abbandonato la sua Golf che avevano usato per scappare. Una è quella rubata a Sergio Papa il 3 febbraio scorso, durante la rapina in cui venne violentata una donna. Una calibro 9. Stessa matricola. Nessun dubbio.

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Verifiche su arma Non è invece ancora certo al cento per cento che sia la stessa pistola da cui sono partiti i colpi che hanno ucciso Luca Rosi, ma gli inquirenti lo ritengono altamente probabile viste le troppe coincidenze che non possono restare tali. Per verificarlo senza ombra di dubbio verranno comunque fatte le dovute analisi e comparazioni balistiche dal Ris di Roma. Insieme alla calibro 9 c’era anche una pistola scacciacani. Quella che le vittime delle due rapine dicono di aver visto in mano ai rapinatori.

Trovate mentre cercava funghi A trovarle per primo è stato un uomo che era in giro per il bosco in cerca di funghi. Invece ha alzato gli occhi e ha visto qualcosa di strano su un albero. Qualcosa che sicuramente stava lì per un motivo. L’uomo ha chiamato subito il 112 e i carabinieri sono andati a recuperarle e repertarle. Anche se non c’è ancora la certezza che sia l’arma con cui è stato ammazzato il povero Luca, nessuno realmente pensa il contrario. E contro Iulian Ghiorghita, Aurel Rosu e Dorel Gheorghita aumentano gli elementi.

Rilievi sulla Citroen Intanto continuano gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale di Perugia. Rielievi sono in corso sulla Citroen Picasso di Bianca, la donna di Iulian Ghiorghita. I rapinatori assassini potrebbero infatti averla usata per raggiungere la villa di Bruno Rosi a Ramazzano e averla recuperata dopo e parcheggiata nuovamente sotto casa della donna. Ma in un punto diverso. Particolare che non è passato inosservato.

Si indaga ancora Oltre agli accertamenti tecnici e scientifici i militari continuano a lavorare per scovare eventuali fiancheggiatori o complici degli assassini di Luca. Contro cui i carabinieri di Perugia guidati dal colonnello Angelo Cuneo hanno raccolto molti e importanti elementi.  Le indagini però vanno anche in altre direzioni: quelle di altre rapine o tentate rimaste senza colpevole. Che Ghiorghita e gli altri nonsiano artefici anche di altri colpi.

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