di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto

Si è preso qualche giorno di tempo per decidere il giudice del tribunale di Caltanissetta che deve dare l’ultima parola sul ricorso presentato da Aassoul Amine, l’omicida di David Raggi, contro la decisione della commissione territoriale di Siracusa, che aveva respinto la sua richiesta di asilo politico. Decisione attesa anche dalla famiglia Raggi, che segue la vicenda tramite il legale Massimo Proietti.

TUTTO SULL’OMICIDIO RAGGI

Nelle aule di Caltanissetta Nell’udienza del 21 aprile scorso il giudice doveva entrare nel merito del ricorso presentato dal marocchino nel novembre del 2014, quando tramite il suo legale aveva presentato ricorso contro la decisione della commissione territoriale che aveva respinto la sua richiesta di asilo politico (tecnicamente protezione internazionale). Il 21 novembre 2014 Aziz aveva presentato ricorso, sei giorni dopo il tribunale di Caltanissetta aveva respinto la sospensiva del provvedimento di rigetto presentata dallo stesso Amine, rendendolo quindi irregolare. L’iter sulla discussione nel merito del ricorso è iniziato invece il 13 gennaio scorso, con l’udienza rinviata al 3 febbraio. In quella data l’avvocato ha chiesto una proroga dei termini per depositare altro materiale. E a quel punto l’udienza è stata fissata al 21 aprile. Ora il giudice si è presto altri giorni per decidere se la richiesta di asilo fosse fondata o meno.

La famiglia attende A seguire la vicenda l’avvocato Massimo Proietti per conto della famiglia Raggi, che in passato ha già messo in evidenza i tanti ‘buchi neri’ della vicenda a livello giudiziario, sostenuto anche dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci che nella sua ordinanza di arresto per il marocchino ha parlato proprio di ‘maglie larghe’ della giustizia in merito alla posizione in Italia di Aziz.

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