di Fra. Mar.

La spallata finale alla credibilità di Riccardo Menenti, l’accusa l’ha assestata in chiusura di istruttoria, dopo aver depositato l’ultima parte di relazione scientifica in cui la dottoressa La Rosa ha esposto i risultati delle analisi di alcune campionature di sangue effettuate sul luogo del delitto. Il procuratore aggiunto Duchini infatti cala l’asso della logica contro l’indicazione venuta da Riccardo Menenti in merito al piede di porco che a suo dire sarebbe stato l’oggetto con cui ha colpito Polizzi e che fece ritrovare alla procura se i mesi dopo essere stato arrestato.

Perché serve L’uso di quel piede di porco nella dinamica omicidiaria è facilmente comprensibile. Infatti, oltre che per colpire Alessandro, secondo quanto raccontato da Menenti, sarebbe stato usato anche per forzare la porta d’ingresso del palazzo di via Ettore Ricci (e quindi Riccardo non aveva le chiavi che per l’accusa gli avrebbe dato il figlio Valerio).

Piede di porco Il piede di porco mostrato in aula perché depositato come prova insieme alla pistola, venne fatto ritrovare da Riccardo Menenti nel suo casale di Todi. Ma come ha giustamente fatto notare il pm Duchini, «Riccardo Menenti come faceva a sapere il primo ottobre, dopo sei mesi di carcere che il piede di porco fosse ancora nello stesso posto e dopo il sequestro e dissequestro della casa?». Inoltre, per il magistrato, « non c’è nessun elemento processuale che ci indichi quel piede di porco come una delle due armi del delitto, senza contare che la vicina di casa vide un’arma lucente, cosa che decisamente non poteva essere il piede di porco visibilmente arrugginito.

Relazione Nel corso dell’udienza di lunedì mattina, tesissima come al solito, la procura ha depositato un’integrazione di relazione scientifica che ha stabilito che il sangue sul termosifone del corridoio e sul muro della camera da letto era di Polizzi. La difesa dei Menenti si è opposta all’acquisizione della relazione, perche, secondo i legali Lupo, Tiraboschi e Mattiangeli, non sarebbero stati avvisati dell’accertamento irripetibile. Ma la Corte, dopo aver sottolineato che le parti erano state avvisate all’inizio delle operazioni peritali l’8 luglio del 2013, ha ammesso la perizia. La Corte ha anche rigettato la richiesta della difesa di effettuare un confronto tra i vari consulenti tecnici medico legali.

Sentenza Chiusa l’istruttoria è quindi la volta della discussione finale: la requisitoria del procuratore aggiunto Antonella Duchini, affiancata nel processo dal sostituto procuratore Gemma Miliani, inizierà il 30 marzo prossimo, e molto probabilmente terminerà il 2 aprile. Già fissate anche le date del 9 e del 13 aprile.

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