di Francesca Marruco

Si sono ritirati in camera di consiglio e hanno annunciato che la sentenza per l’omicidio di Alessandro Polizzi e il tentato di Julia Tosti, arriverà non prima delle 17. In mattinata, accusa, parti civili e difese hanno replicato per un paio d’ore puntualizzando su alcuni aspetti. Alessandro Polizzi venne ucciso la notte del 26 marzo 2013 nell’appartamento di via Ettore Ricci a Perugia, in cui conviveva da poco con la sua nuova fidanzata Julia Tosti. A poco più di tre anni da quell’omicidio, sta per arrivare la prima sentenza per i due imputati Riccardo e Valerio Menenti.

Fotogallery, in aula gli imputati e Giulia Tosti

L’accusa E la procura della Repubblica, in aula rappresentata dal procuratore aggiunto Antonella Duchini e dal sostituto Gemma Miliani, ha replicato puntualmente alla dura arringa dell’avvocato Manuela Lupo, che difende il giovane tatuatore Valerio Menenti, e per cui ha chiesto l’assoluzione sia per l’accusa di omicidio che per quelle di tentato omicidio e maltrattamenti nei confronti di Julia Tosti, la ragazza sopravvissuta all’omicidio, che venne ferita dallo stesso proiettile che uccise Alessandro Polizzi. Per i due imputati, ritenuti l’uno ( Riccardo) l’esecutore materiale e l’altro ( Valerio) il mandante, la procura ha chiesto la condanna all’ergastolo ritenendo ugualmente responsabili i due per i reati di omicidio e tentato omicidio.

La difesa di Valerio Nella scorsa udienza dunque l’avvocato di Valerio ha affermato tra le altre cose, che «Valerio è una vittima del vero mandante che è Julia Tosti, accusato di un crimine che non ha commesso». Per questo i suoi legali hanno chiesto l’assoluzione anche per l’accusa di maltrattamenti, e la pubblicazione della sentenza di assoluzione su giornali locali e nazionali «per ridare a questo ragazzo almeno un briciolo di dignità». «Concordo sul fatto che abbiamo tutti un debito di verità – ha detto l’avvocato Lupo in apertura di arringa -, sia con i genitori di Polizzi che con Valerio, che è in carcere e non sa il motivo». Polemizzando per il fatto che inizialmente a Valerio veniva contestato il concorso morale e poi è stata chiesta la sua condanna per concorso morale e materiale, il legale è passato ad analizzare gli elementi materiali: «chiavi e pistola. Ebbene – ha detto – è stato fatto il processo, è stata fornita dal pm la prova che Valerio abbia dato le chiavi a Riccardo? No. Ha provato che avesse le chiavi? Neanche. Il pm ha solo fato illazioni sull’incontro di un minuto della sera del 25 marzo».

La pistola Quanto alla pistola, la Lupo la definisce un «romanzo, una bufala». «E’ stato provato che Valerio ha fornito la pistola?». Il legale dice anche che di fatto nessun amico di Valerio ha mai sentito direttamente dallo stesso Menenti raccontare della pistola del nonno. Per loro quella pistola infatti era di Alessandro: «Non ci avete dato la possibilità di provare le cose – lamenta la difesa -. C’era una donna che diceva che Polizzi cercava di comprare un arma, lui andava in giro a menare agli spacciatori, ha fatto quel casino con la macchina, gli serviva un arma».

Riccardo Menenti Per Riccardo Menenti, esecutore materiale dell’omicidio, i legali Giuseppe Tiraboschi e Francesco Mattiangeli, hanno chiesto la derubricazione in – al massimo- omicidio preterintenzionale per la morte di Alessandro e assoluzione per il tentato omicidio di Julia Tosti. La difesa sostiene il preterintenzionale dicendo che Alessandro di fatto, si sarebbe sparato da solo. E lo fa, tra l’altro, leggendo delle intercettazioni dei due Menenti. «Purtroppo – diceva Riccardo in un’intercettazione ambientale– questo c’aveva sta roba, se non ce l’aveva lo gonfiavo, è, inutile che faceva thai boxe, io gli volevo fa quello che lui aveva fatto a te, doveva sta sei mesi ricoverato con la cannuccia». E ancora, sempre Menenti senior, «non ero neanche armato io, avevo un ferro. L’arma ce l’avevano loro. Quando ho visto il luccichio ho concentrato tutta la forza in un punto, solo che boom, se penso che si è sparato da solo sostanzialmente, poi lui è rimasto incastrato con la mano mia». Ancora poche ore e arriverà la sentenza di primo grado.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.