Ovidio Stamulis

di Francesca Marruco

Lo aveva ammazzato a colpi di mattarello rincorrendolo per tutta casa e fracassandogli la testa nel lavabo del bagno. Disse di averlo fatto perché non sopportava più il figlio adolescente della sua compagna che poche ore prima dell’omicidio, al giudice che aveva deciso di spedire lui e il fratellino in una casa famiglia, aveva raccontato delle violenze del patrigno. Adesso la Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione – emessa con rito abreviato dal gup di Terni Pierluigi Panariello – per Pietro Cesarini, che il 5 ottobre del 2012 uccise il 17enne Ovidio Stamulis nella casa di Pietrafitta in cui vivevano insieme alla madre e al fratello minore.

Sta dove deve stare Dopo la lettura del dispositivo, Florentina Stamulis, assistita da suoi avvocati Luca Maori e Donatella Donati ha detto che Cesarini «ha avuto quello che si meritava. Ovidio aveva tutta la vita davanti e lui gliel’ha tolta. E’ per questo – ha detto ancora ai giornalisti – che deve stare in carcere per tutta la vita». Cesarini invece, difeso da un avvocato d’ufficio nominato appena venti giorni fa, in aula ha fatto dichiarazioni spontanee chiedendo di poter vedere il figlio, e chiedendo alla moglie di andarlo a trovare in carcere. Florentina ha detto che non vuole avere più nulla a che fare con lui. Con l’uomo che le ha rovinato per sempre la vita.

Altri responsabili? Quello che però in questa storia non è mai stato chiarito, o forse scandagliato abbastanza, è se ci fossero responsabilità terze rispetto a quella evidente della mano omicida di quel patrigno disoccupato e violento. Perché, che l’omicidio avvenne dopo che Ovidio raccontò di un tentativo di violenza sessuale ad un giudice che aveva già deciso di togliere i due minori a Cesarini e Florentina è un antefatto per nulla secondario. Perché quindi, se venne disposto l’allontanamento di Ovidio e del fratellino dalla casa familiare – l’assistente sociale sarebbe andato a prenderli di lì a neanche due ore – Ovidio, che si era certamente esposto raccontando di quella violenza, è stato rimandato a casa col patrigno?

I vicini E poi, mamma Florentina che esce di casa per andare a prendere il figlio piccolo a scuola e lascia Cesarini e Ovidio che discutono e quando torna trova il figlio ucciso brutalmente. Contro la donna si è schierato sin dal momento dell’omicidio un pezzo di paese, quella parte di vicini di casa che la accusava di non aver mai difeso abbastanza Ovidio, che era certamente amato e aiutato da moltissime persone della piccola comunità. Era proprio a loro che, dopo quell’udienza dal giudice che gli avrebbe cambiato la vita, aveva scritto: «E’ andato tutto bene». Non poteva sapere che quella soddisfazione era l’ultima della sua, troppo breve, vita.