La palazzina di via Andromeda (foto Rosati)

di C.F.

Ha confermato le frequentazioni con i due basisti, Gianfranco Strippoli e Claudio Lupi, ma anche il pranzo coi malviventi prima della rapina e il viaggio a Roma nel pomeriggio, ma ha negato categoricamente di aver fornito supporto logistico, o peggio ancora le chiavi della palazzina di via Andromeda, alla banda.

TUTTO SUL CASO MORACCI

Interrogatorio di garanzia Questo quanto affermato da Angela Cioce, 48 anni, colf incensurata della famiglia Moracci nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia di fronte al gip Simona Tordelli che sulla base dei riscontri investigativi raccolti dai carabinieri, ha firmato l’ordinanza di custodia cautela ai domiciliari a carico della donna, accusata di essere di fatto la terza basista dell’omicidio di Giulio Moracci, il novantunenne morto durante la rapina in casa compiuta da tre rumeni il 28 aprile scorso.

Chiesta la revoca dei domiciliari Ad assistere la donna, di origine pugliese ma da anni residente a Terni, gli avvocati Emidio Gubbiotti e Sara Giovannelli che a margine dell’interrogatorio di garanzia hanno richiesto la revoca dei domiciliari a cui è sottoposta Angela Cioce, madre di due figli poco più che maggiorenni e separata da 10 anni. «In subordine – spiega a Umbria24 l’avvocato Gubbiotti – anche l’alleggerimento della misura cautelare così da permetterle di poter lavorare e assicurare il sostentamento ai propri figli, la collega Giovannelli ha anche proposto il divieto di avvicinamento alle vittime» con definizione di una distanza chilometrica che potrebbe interessare anche il luogo della drammatica rapina trasformatisi in omicidio.

Cioce respinge le accuse Il racconto della donna, che avrebbe recentemente avviato una relazione con Strippoli, sulla base di un rapporto di una frequentazione amichevole sviluppata con la vicina di casa, cioè con la compagna di Lupi, viene definito dai legali lucido, articolato e puntuale. Cioce ha, tra le altre, negato di aver posseduto le chiavi della palazzina di via Andromeda e quindi di averle potute consegnare ai malviventi. Sulle richieste presentate dai due legali il gip si è riservata la decisione.

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