Per la difesa di Raffaele Sollecito, c’è un solo colpevole per l’omicidio di Meredith Kercher ed è Rudy Guede. «Tutto il resto – ha detto Giulia Bongiorno che lo difende insieme al collega Luca Maori -, sono indizi inventati su Amanda e scagliati addosso a Raffaele. Sono tutti e due innocenti, li assolverete tutti e due, ma vi prego: considerate Raffaele per quello che è  non per i mezzi indizi. Il processo deve avere delle prove, per troppi anni c’è stata una responsabilità riflessa a carico di Sollecito».

Amanda imputato ideale «Raffaele – ha aggiunto l’avvocato Bongiorno durante la sua arringa davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze – è finito sotto processo perché era l’altra metà  di Amanda. Amanda era un imputato ideale ed il movente era quello più tranquillizzante. Mezzo indizio non è un indizio, è un indizio monco». «Credo che  – ha detto ancora l’avvocato -, in buona fede, si scelse il movente più tranquillizzante per Perugia in quel momento. Ad un mostro sconosciuto che violenta e uccide e semina panico, capace di reintrodursi nelle case perché ancora libero, era preferibile un festino finito male. Era il movente ideale, era quello che tranquillizzava tutti. Amanda è il sole che illumina gli indizi a carico di Raffaele Sollecito – ha proseguito Bongiorno – che non è solo l’altra metà di Amanda. La loro storia d’amore è durata solo 9 giorni e mezzo: l’hanno trasformata in una passione da ‘9 settimane e mezzo’».

Movente tranquillizzante «Guede rappresentava il movente che si voleva escludere – ha spiegato Bongiorno – il mostro che viene da fuori, l’intruso, l’emarginato, viveva di espedienti, rubacchiava, usava coltelli e molestava le ragazze. Anziché  abbandonare il primo amore, Raffaele e Amanda, inizia una poderosa attività investigativa diretta a conciliare l’inconciliabile, per dimostrare che Rudy condivideva stili di vita con Raffaele e Amanda. Il punto non è più provare se Raffaele e Amanda hanno ucciso ed erano sulla scena del delitto, ma una parte del processo diventa il tentativo di provare che Raffaele e Amanda frequentavano Guede – ha concluso Bongiorno – e inizia una vertiginosa attività investigativa che non porta a niente».

Cambio movente «Raffaele – ha spiegato Bongiorno – non era un cagnolino. Non è che può uccidere per amore di Amanda. Non esageriamo. In questo processo, il movente sembra un optional. Ne abbiamo sentiti due e questo la dice lunga sulla fluidità del processo. Il Pg di Firenze – ha proseguito Bongiorno – non crede al festino a luci rosse e cambia movente. Non poteva fare altrimenti, è stata un’abile mossa. Se i tre avessero voluto fare un festino a luci rosse, il quarto invitato non sarebbe stato Rudy Guede, ma magari sarebbe stato un ragazzo della casa di sotto. Non per il colore della pelle, ma perché Guede non era gradito, non se lo filavano. La pelle nera non c’entra niente. Guede – ha concluso il legale – aveva un tipo di condotta che non era gradita a nessuno». La prossima udienza parlerà per la difesa Sollecito l’avvocato Luca Maori.

Knox preoccupata «Amanda è molto preoccupata – hanno detto invece i suoi legali in udienza -, rischiando una condanna a 30 anni, perché si ritiene innocente. Non dorme la notte e segue con attenzione il processo».  La sentenza del processo bis è stata spostata dal 20 al 30 gennaio. Raffaele Sollecito, ha annunciato il padre, sarà presente alla lettura del verdetto. Dall’Inghilterra arriveranno anche i familiari di Meredith Kercher,  la sorella Stephanie e il fratello Lyle. Per una sentenza che, comunque vada, non sarà che il la per ulteriori, infinite polemiche.

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