Rudy Guede ospite di Franca Leosini

«Ho dato incarico a due collegi di avvocati romani e viterbesi che si occuperanno di seguire la mia difesa sia per le esigenze specifiche sia per valutare l’ipotesi di una revisione del processo». A scriverlo sulla sua pagina Facebook è l’ufficio stampa di Rudy Guede, condannato a 16 anni in concorso per l’omicidio di Meredith Kercher, la giovane londinese uccisa a Perugia il primo novembre 2007. Rudy Guede è attualmente detenuto nel carcere Mammagialla di Viterbo e di lui molto si è parlato negli ultimi giorni grazie alla trasmissione di Franca Leosini «Storie maledette», dove ha voluto raccontare la sua versione dei fatti. Parole in seguito alle quali i due avvocati che lo hanno assistito nel corso degli anni, i perugini Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno deciso di rinunciare alla sua difesa.

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Gesti di solidarietà «Voglio ringraziare di cuore – prosegue la nota scritta come se Guede parlasse in prima persona – tutti i legali che in questi giorni si sono proposti per assumere la mia difesa a titolo volontario, così come tutte le persone che hanno manifestato solidarietà nei miei confronti. Sono commosso. Gesti – conclude – per me fondamentali. Gesti di solidarietà che mi danno forza e coraggio per proseguire con decisione lungo la strada per dimostrare la mia innocenza».

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Nuova strategia Guede, secondo quanto si apprende, sarebbe fermamente intenzionato a cambiare musica per dimostrare quella che lui racconta come la sua verità. A partire dai profili social, gestiti da un ufficio stampa e dal centro studi criminologici di Viterbo. Sono una gruppo di persone che seguono Rudy gratuitamente perché si dicono convinti della sua innocenza e della necessità di dargli giustizia. E l’opportunità che un detenuto abbia un profilo Facebook in cui un portavoce riporta note con le dichiarazioni sembra far parte integranreeete di questa nuova strategia, che punta evidentemente a ribaltare, se non le sentenze, almeno l’idea che l’opinione pubblica si è fatta di Guede. Intanto, dopo il no ai primi permessi del tribunale di sorvegliana di Viterbo, e il ricorso presentato a Roma, è stata fissata l’udienza il 25 marzo prossimo.

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