di Francesca Marruco e Antioco Fois
Ancora due giorni di fiato sospeso e poi potrebbe arrivare l’ultimo verdetto della storia processuale di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. La quinta sezione della Corte di Cassazione ha infatti stabilito che servirà un’altra giornata per stabilire almeno la verità processuale. L’udienza di mercoledì infatti non è stata sufficiente per permettere a tutte le parti di esprimere la loro posizione.
L’attimo decisivo E se le difese continuano a chiedere che venga annullata la sentenza fiorentina di condanna, il sostituto procuratore generale Mario Pinelli ha chiesto invece la conferma della condanna con il solo ricalcolo della pena dovuto all’intervenuta prescrizione per il porto abusivo d’arma. In particolare il magistrato ha chiesto 28 anni e 3 mesi per Amanda Knox e 24 anni e 9 mesi per Raffaele Sollecito. Tre mesi in meno a testa rispetto alla condanna fiorentina, che per Pinelli è «impeccabile» perché, come «l’attimo decisivo» del fotografo Henry Cartier Bresson, cristallizza «tutti gli elementi e i personaggi nella giusta posizione». Ed è «così resistente da reggere a tutte le censure» perché «le motivazioni sviluppate sono assolutamente corrette».
Nessun furto Per il magistrato,«fuori dalla casa del delitto Amanda e Raffaele tergiversarono e chiamarono i carabinieri solo all’arrivo della polizia postale che aveva i telefoni di Meredith Kercher». E la loro colpevolezza per il magistrato è dimostrata da molti elementi: uno è quello legato alla calunni di Amanda nei confronti di Lumumba, «la calunnia – ha detto il pg Pinelli – era sorretta da un animo depistante», per allontanare da sé i sospetti. Stessa finalità per cui sarebbe stato messo in scena un furto, «chi ha simulato il furto – ha detto Pinelli – è sicuramente l’assassino». E questo perché, «se il furto fosse stato vero, il sasso contro i vetri avrebbe allarmato Meredith», invece la giovane inglese, «è stata uccisa da più persone perché non ci sono tracce di colluttazione». E quindi, ancora sul furto, il pg ha detto «si è mai visto un ladro che va a defecare in bagno rischiando di essere scoperto?». Così come prima di lui il giudice relatore aveva detto che «non si è mai visto un ladro stupratore che si preoccupa di ripulire. E chi poteva avere interesse a ripulire la scena del crimine se non chi aveva un legame particolare con quei luoghì?». E che ripulitura ci sia stata per Pinelli non c’è dubbio, a dimostrarlo ci sono le tracce di sangue esaltate dal luminol, e dunque ripulite da qualcuno perché non fossero visibili a occhio nudo.
Sollecito in aula Raffaele, accompagnato da tutta la famiglia e dalgi amici di sempre, segue tutta l’udienza. Volto tirato e tanti pensieri, riserva sorrisi solo alla sua Greta che lo scorta ogni istante. Più volte avvicinato dai giornalisti ha sempre garbatamente rifiutato un commento dicendo che parlerà solo quando la Cassazione avrà emesso il suo verdetto venerdì prossimo, annunciando comunque che sarà presente.
Bongiorno«Se Amanda è innocente Raffaele è innocentissimo»,ha detto Giulia Bongiorno ai giornalisti a margine dell’udienza alla Corte di Cassazione a Roma. «Questa è una sentenza davvero piena di errori grossolani e di lapsus – ha continuato l’avvocato della difesa Sollecito, che ha presentato ai supremi giudici le proprie controdeduzioni in un ricorso di oltre 600 pagine, che documentano «errori oggettivi, cioè fischi per fiaschi, lucciole per lanterne». «Sono entrambi estranei, ma non ci sono dubbi che, se si dovesse ritenere lucida una certa ricostruzione di Amanda Knox, in cui si pone sul luogo del delitto dice che non c’era Raffaele. Quindi due posizioni non coincidenti». Una presa di distanza, ennesima in quest’ultima fase processuale e nelle diverse comparsate televisive dell’ingegnere informatico barese, che potrebbe aprire la strada a una valutazione distinta delle due posizioni anche da parte della Cassazione. Se la Corte decidesse, infatti, di separare le due strade processuali che finora scorrevano in parallelo potrebbe chiedere un nuovo giudizio in Corte d’appello (che diventerebbe il terzo) per Sollecito, non più per concorso in omicidio, ma per favoreggiamento nei confronti della ragazza americana. Il che con tutta probabilità si potrebbe tradurre in una condanna non superiore ai quattro anni già scontati. Eventualità – è tutto da vedere – che potrebbe essere sollecitata anche dagli avvocati di Raffaele, come ultima ratio, per scongiurare una condanna ben più pesante. E che in fin dei conti, con molta probabilità, sconterebbe solo Sollecito.
Difesa Knox: Rudy solo colpevole«Rudy Guede, che è il re dei bugiardi perché ha dato 5 versioni diverse, è colui che ha messo la firma su questo omicidio e ne è l’unico responsabile» e per questo, secondo l’avvocato di Amanda Knox, Luciano Ghirga, non può essere considerato attendibile quando, anche se in modo controverso, accusa Amanda e Raffaele. L’avvocato Ghirga ha voluto sottolineare che, pur essendo stata smontata la sentenza d’assoluzione di secondo grado di Perugia, resta comunque la perizia Conti Vecchiotti, anche se i giudici hanno tentato di svilirla, dicendo che «hanno operato al limite dell’onestà intellettuale». «Su questa vicenda – ha aggiunto l’avvocato Carlo Dalla Vedova – regna l’incertezza. Tutto ruota attorno a ricostruzioni incerte. E il movente – ha attaccato ancora il penalista che ha evidenziato l’abnorme durata di questo processo che rischia di andare avanti all’infinito – è stato cambiato e aggiustato nel corso del tempo».
Maresca Prima delle difese, era stata la volta dell’avvocato Francesco Maresca che ha detto: «Questa è l’ottava volta che rappresento la famiglia Kercher nei vari processi che ci sono stati. La famiglia spera veramente che questa sia l’ultima volta». Per saperlo c’è da attendere ancora un po’. E intanto, mentre Sollecito pensa che questi potrebbero essere i suoi ultimi due giorni da ragazzo libero, Amanda attende negli Usa «in uno stato di profonda preoccupazione».
