di Enzo Beretta
E’ stato condannato a vent’anni di reclusione l’appuntato scelto dei carabinieri Emanuele Armeni, sotto processo con l’accusa di aver ucciso il 16 maggio 2015 il collega Emanuele Lucentini nel cortile della caserma di Foligno. La sentenza è stata emessa dal giudice spoletino Margherita Amodeo al termine di una camera di consiglio durata circa un paio d’ore. Durante il processo con rito abbreviato il procuratore Alessandro Cannevale aveva sollecitato una condanna a 30 anni di carcere per l’imputato, accusato di omicidio volontario, ma il gup non ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione e la pena è dunque diminuita.
I risarcimenti Il gup ha stanziato alcune provvisionali di risarcimento per i familiari della vittima: 200 mila euro alla moglie, 100 mila ai genitori e 70 mila alla sorella. Prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio Armeni aveva rilasciato dichiarazioni spontanee durante le quali si era detto «dispiaciuto» per quanto accaduto. L’assassino è detenuto nel carcere di Terni e ha sempre ribadito l’accidentalità dello sparo di M12 che ha assassinato il collega.
La tragedia in caserma Il dramma si è consumato intorno alle 6 del mattino alla fine del turno di notte nel cortile della caserma di via Garibaldi. L’esperto balistico Marco Piovan su richiesta del giudice aveva eseguito una perizia che ha smentito la versione del colpo esploso accidentalmente. La scelta del rito scelto ha consentito all’imputato di ottenere lo sconto di un terzo della pena.
I legali di parte civile Hanno dichiarato gli avvocati Maria Antonietta Belluccini e Giuseppe Berellini, avvocati di parte civile: «Con la condanna di Armeni è stata fatta giustizia. Ci aspettavamo una pena più severa ma vedremo le motivazioni della sentenza. Siamo comunque soddisfatti per l’esito del giudizio».

non ho parole…carabinieri che si uccidono tra loro!!!