di Francesca Marruco
Ha paragonato Andrea al ladrone buono che si pente sulla croce don Antero Alunni Gradini, che martedì mattina ha celebrato i funerali di Andrea Zampi, l’imprenditore 43enne di Casaglia che mercoledì scorso ha ucciso a colpi di pistola le due impiegate della Regione Umbria Margherita Peccati e Daniela Crispolti. «Davanti a Dio siamo tutti peccatori», ha detto il parroco all’inizio della funzione funebre. «Preghiamo affinché Andrea venga perdonato come il ladrone buono e accolto in paradiso» ha detto infine al termine dell’omelia.
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Tante persone C’erano tante persone martedì mattina a Casaglia per dare l’estremo saluto a quel giovane tanto fragile, e tanto benvoluto nella piccola comunità della frazione perugina. «Grazie per essere venuti qui in così tanti- ha detto il padre dell’omicida suicida che ha preso la parola dopo l’omelia – non pensavo che sareste stati così in tanti». Lo strazio di quell’uomo, che dopo anni di cure disperate tentate nei confronti del figlio, deve seppellirlo consapevole che la sua malattia lo ha portato ad uccidere due persone è tangibile. Tutta la chiesa di Casaglia si commuove alle parole del padre di Andrea.
I FUNERALI DI MARGHERITA PECCATI
I FUNERALI DI DANIELA CRISPOLTI
Calvario L’anziano ha parlato di «calvario» attraversato dal figlio, ha raccontato del «Tso e dei nove elettroshock» tentati per ridargli un po’ di sollievo. Ha letto anche qualche passaggio delle 105 pagine di memoriale che il figlio ha lasciato nel comodino della sua stanza: «Una volta c’erano momenti belli: gite, sport, uscite. Adesso non c’è più niente, c’è solo tanto dolore e tanta sofferenza. E io non ce la faccio più, devo morire», scriveva Andrea.
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Racconteremo tutto Il padre dell’assassino ha detto anche che Andrea è stato «maltrattato dalla stampa», ma ha anche annunciato che «tra qualche giorno faremo sapere a tutto il mondo quello che ti hanno fatto, l’accanimento di cui eri vittima. Racconteremo tutto Andrea». L’uomo ha poi ricordato le vittime Margherita e Daniela dicendo di sentirsi molto vicino alle famiglie delle due donne uccise. Ha anche ringraziato il sindaco che doveva essere presente, e in vece all’ultimo minuto non ha potuto partecipare.
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Verso la luce Poi in lacrime ha chiesto agli amici del figlio di «prendere le moto e accompagnare Andrea su fino alla luce del cielo». La madre, entrando in chiesa aveva detto: «Adesso non devo piangere». In molti invece avevano il volto rigato dalle lacrime per la perdita di quel ragazzo che viene descritto da tutti come buono, ma divorato da un male più grande di lui. Un male ingestibile da cui non è riuscito a salvarsi in tempo, che lo ha portato ad emettere tre condanne a morte: la sua e quelle di due innocenti.
